In occasione della giornata mondiale dell’acqua il Sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi ricorda che “difendere l’acqua è un dovere di tutti”.
“Quella di quest’anno è una giornata dell’acqua particolare.
Particolare perché celebra il diciottesimo anno da quando, con una scelta che voleva non solo sottolineare il valore altissimo dell’ “oro blu”, ma anche indicare quali grande sfida sarebbe stata la difesa di un bene così prezioso, le Nazioni Unite fissarono al 22 marzo, primo vero giorno di primavera, il giorno in cui il mondo deve fermarsi a riflettere sull’acqua.
Particolare anche, e mi si lasci dire per me “soprattutto”, perché cade in un momento storico nel quale si sta dibattendo, nel nostro Paese, una scelta che potrebbe avere risvolti determinanti sulle future generazioni.
Mi riferisco all’ipotesi di privatizzazione dell’acqua, sulla base delle previsioni del decreto Ronchi del 2006, nei confronti del quale sono personalmente in disaccordo.
L’acqua è un bene pubblico, è un bene di tutti, è “il” bene primario assoluto, più importante del cibo stesso per il mantenimento di quella che definiamo “vita”.
Non può essere privatizzata. Non è ai privati che può essere lasciata la gestione unica di un bene così importante e vitale, ma da uomo, da medico e da Sindaco ritengo che debba essere il pubblico, la pubblica amministrazione a mantenerne titolarità e possesso, anche con una politica attenta di calmierizzazione dei prezzi che non renda il consumo di un bene così prezioso un privilegio di pochi, nel rispetto della normativa europea relativamente alla gestione del servizio che in ogni caso non deve per forza essere affidato ai privati.
Certo, so anche che non è solo quella della difesa dell’acqua dalla privatizzazione “tout court” la sfida che dobbiamo combattere, ma anche quella della tutela di una risorsa che non è infinita e che, soprattutto, deve essere difesa da tutte quelle azioni dell’uomo che potrebbero stravolgerne purezza e caratteristiche.
Non sono un ambientalista nel senso politico del termine, lo sono nel senso “umano”, letteralmente di uomo, che sa quanta “sete” avrà il nostro futuro e intuisce, anche nel suo impegno pubblico, come sia determinante fare, da subito, tutto quello che potrà proteggere l’oro blu.
Viviamo, noi teramani, ai piedi di una montagna straordinaria, che da sempre ci nutre con un’acqua cha ha caratteristiche eccezionali. Dobbiamo difenderla. Tutti. Senza mai dimenticare che, e lo dico senza retorica, 900 milioni di persone, in questo momento, vivono senza la certezza di poter avere accesso all’acqua. Pensiamoci tutti, oggi e sempre.
Il Comune di Teramo farà la sua parte”.