Primo giorno di primavera all’Aquila tra fiori e carriole
Scritto da Nando Giammarini il 22 marzo 2010
Da che mondo è mondo l’uomo ha sempre dimostrato un innato bisogno di socialità poiché in questa forma di aggregazione ha trovato motivi di sostegno e gioia ai tanti problemi quotidiani. Questa innata propensione umana è alla base dello sviluppo e del progresso di tante piccole comunità soprattutto in tranquille cittadine di provincia, come l’Aquila, dove il tessuto sociale ha la sua primaria importanza in quanto parliamo di una grande famiglia dove tutti si conoscono, si stimano, si vogliono bene.
Incessante è la volontà di andare avanti abbattere, mai come in questi momenti,le barriere della disgregazione e della solitudine per tornare a vivere la città facendo tesoro dell’esperienza del passato guardando al futuro con fiducia ed ottimismo.
Gli aquilani pur di riappropriarsi della città e dei suoi spazi sociali hanno fatto di tutto e di più. Una per tutte la cosiddetta manifestazione del popolo delle carriole- amo ripeterlo un gesto d’amore verso la città – che per ben quattro domeniche consecutive è riuscita a portare in città una catena umana colorata che armata di guanti, caschi, callarelle, ramazze, badili e tanta buona volontà ha separato e smaltiti materiali di risulta insomma ha iniziato a ripulire le varie piazze dalle macerie. A loro il merito e l’onore di aver collaborato e mosse tante coscienze, con una cocciutaggine tipica degli Abruzzesi, per cui la Regione ed il Ministero dell’ambiente sono stati costretti ad intervenire con mezzi dei Vigili del Fuoco dell’ASM e dell’Esercito per sgomberare l’Aquila dalle macerie. Questa mattina piazza Palazzo, come hanno documentato egregiamente le telecamere di Tvunoaq, nel primo giorno di primavera, aveva tutt’altro aspetto essendo ripulita a fondo
e totalmente libera dalle macerie. Allora tutti insieme , felici e contenti, si sono riversati in piazza IX Martiri dove hanno continuato lo stesso lavoro di separazione dei materiali. La cosa bella che c’erano anche tanti ragazzi con l’ entusiasmo giovanile e tanta voglia di fare. Ma il popolo delle carriole non si ferma continuerà a vigilare affinché tutto si svolga nel rispetto delle regole e della legalità. Ciò è quanto ha affermato Giusi Pitari, una dei massimi esponenti e voce ufficiale del popolo delle carriole, sostenendo che verrà anche fatto un controllo minuzioso per assicurarsi che la separazione dei vari materiali da salvare, che poi serviranno per la ricostruzione, venga realmente effettuata. In tutta la città ci sono state una serie di iniziative proprio volte a dimostrare la voglia di riappropriarsi della città. Così la popolazione ha risposto alla grande come sempre alla splendida iniziativa di primavera:” Un fiore per l’Aquila”. Un popolo festoso e colorato si è ritrovato alle 9.30 al Castello Cinquecentesco dove tanti bambini con i loro genitori e le maestre si sono dilettati a fare dei disegni che verrano poi esposti nel piazzale che si affaccia verso la fontana Luminosa. E’ stato davvero uno spettacolo “in fiore” vedere la poetessa Patrizia Tocci – ideatrice di questa bella iniziativa di primavera – con l’elmetto rosso e la sua bella carriola piena di fiori dirigersi in direzione delle aiole.Altra bella manifestazione è stato il cosiddetto “ Open Space” ( Spazio aperto) dove si è discusso di ricostruzione, di gestione delle macerie e di creare una raccolta dati come base di partenza per affrontare i vari interventi; oltre ad un osservatorio di partecipazione e trasparenza per la legalità. Intanto ieri sera – anche se parzialmente utilizzabile, ha riaperto la chiesa delle Anime Sante, simbolo della città devastata dal terremoto, e la sua campana, segno di fiducia e di speranza è tornata a suonare.Alla prima funzione hanno partecipato tante autorità dal presidente della Provincia, Stefania Pezzopane al prefetto Franco Gabrielli, al commissario per il recupero dei beni culturali Luciano Marchetti. Intanto si è levata la voce di Monsignor D’ercole Vescovo ausiliario dell’Aquila- che già domenica scorsa in segno di solidarietà aveva partecipato alla manifestazione delle carriole – il quale ha sostenuto che l’Aquila muore se continua ad essere lasciata sola. Un monito per tutti. Aveva ragione il nostro direttore quando in un suo bellissimo articolo sosteneva che dovremmo vigilare fino a quando non sarà ricostruita l’ultima casa.
7 commenti
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Bravi Bravi Bravi i miei figli sono tornati felici dal Castello L’Aquila e’ la loro il nostro futuro sono loro grazie di cuore a tutti gli organizzatori
Che bello vedere che le iniziative sono tante e tutte vengono accolte con grande entusiasmo!
Sono convinto che pian piano, tassello per tassello, l’Aquila tornerà in fiore.
Popolo delle carriole gente mossa dall’amore per la propria città. Perfettamente d’accordo ed i risultati si vedono. Se non fosse stato per loro eravamo ancora all’anno zero con le macerie, Gli aqulani sono gente dignitosa ed orgogliosa che voglio riappropriarsi della sua città e dei tanti spazi in cui pulsava il cuore della vita. Purtroppo sono lontana dalla mia amata città spero tornare quanto prima per darvi una mano. Un abbraccio a tutti. Un grazie di cuore ad Abruzzo Cultura ed ai tanti che scrivono per noi;siete una risorsa ed una speranza per la ripresa.
Azzurra
Complimenti Caro Nando ci tieni sempre aggiornati sulla situazione dell’ Aquila, fà bene il “popolo delle carriole” ad agire, senza aspettare i tempi lunghissimi dello Stato. E secondo me è necessario anche vigilare su eventuali speculatori che sicuramente sono pronti al “VIA” per trarre profitto da questo futuro smaltimento, magari togliendoli questi laterizi e poi dopo un trattamento adeguato(macinato e rivenduto) e poi riutilizzato in percentuale nei nuovi intonaci, quindi è necessario fare delle commissioni di vigilanza e magari mettere all’interno anche dei cittadini disinteressati al profitto, ma rivolti verso la rinascita della loro amata città, è un consiglio da profana .. magari si evitano gli sciacalli in certe situazioni. auguri al “Popolo delle carriole ” continuate così.BRAVI!!!! FATEVI VEDERE!!!
grazie, Nando, le tue parole sono bellissime…La manifestazione di Un fiore dell’Aquila è opera della collaborazione con altri due amici: Stefano Cencioni e Massimo Prosperococco, e anche di altre persone che ci hanno dato volentieri una mano. Ne approfitto per ringraziarle tutte: mamme, bambini, papà, curiosi, volontari…e naturalmente…grazie dei fior!
Quando un ” buon motore ” si mette in movimento, è difficile che si fermi tanto facilmente. Adopererei questa frase, come similitudine al lavoro che gli Aquilani stanno effettuando, per la propria città. Tutto ciò è davvero rincuorante e tali manifestazioni ridanno fiducia e speranza, proprio come dici tu Nando,anche a tutte quelle persone che pensavano di averla persa. Bravi Aquilani, continuate così, vi siamo vicini col tutto il nostro affetto…
Tutto l’articolo è scritto con il cuore ed è bellissimo, come pure tutto il contenuto.
Avanti fino a quando non sarà ricostruita l’ultima casa ed ognuno si adoperi come può.