La Giornata Mondiale dell’acqua e lo scempio della sua privatizzazione

Fontana pubblica a Cabbia di Montereale

Nell’antivigilia della Giornata Mondiale dell’acqua, il 22 marzo 2010, immediatamente a ridosso della primavera, una grande manifestazione di gente proveniente da tutta l’Italia con in testa i Sindaci con tanto di striscie tricolori e di vigili urbani con i gonfaloni delle città ha attraversato le vie della capitale da piazza Esedra a piazza Navona. Erano in duecentomila, forse più. Un lunghissimo corteo colorato, una festa di popolo per dire no alla privatizzazione di una risorsa essenziale per la vita del Pianeta: l’acqua.

In apertura uno striscione dell’Abruzzo social forum con la scritta: ”Acqua, cielo, terra, riprendiamoci il futuro ” a seguire degli altri, colorati e variopinti tra cui uno che diceva:” Ripubblicizzare l’acqua, difendere i beni comuni” Giova ricordare a questo punto che il governo lo scorso 19 novembre 2009 votò la legge Ronchi che privatizzava l’acqua. Un personaggio di notevole spessore umano che ha speso la sua vita in difesa dei meno abbienti, degli ultimi della terra, padre Alex Zanotelli missionario Comboniano, intervistato da una TV privata ha detto testualmente che l’approvazione di questa legge è una vittoria dei potentati economico finanziari e che i deboli di questo Paese lo pagheranno a caro prezzo.

Ma soprattutto questa scandalosa privatizzazione sarà pagata dai poveri del Sud del mondo con milioni di morti per sete. Intervistato e pressato dai giornalisti il ministro Ronchi è riuscito solo a dire che si privatizzava per risparmiare ed abbassare i costi della bolletta. Un’emerita sciocchezza in quanto quando si privatizza i costi aumentano sempre, se rimangono gli stessi ne va di mezzo la qualità del servizio. Tutto ciò mentre muoiono quasi 5 milioni di persone l’anno per problemi igienico sanitari di base riconducibili a mancanza d’acqua e , per rimanere nel nostro, in Europa il 16% della popolazione non ha accesso all’acqua potabile.

A fronte di una simile situazione di crisi idrica come si fa ad affidare la gestione dell’acqua ai privati se Paesi vicini come la Francia che già avevano privatizzato il servizio sono tornati indietro costituendo una Società pubblica, l’eau de France,che ha comportato un risparmio di gestione del 30% ed ha fornito un servizio migliore. Una iniziativa concreta è stata intrapresa dagli abitanti di un centro vicino Roma, Aprilia, dove i cittadini esasperati dai continui disservizi dell’ente gestore dell’acquedotto come forma di protesta stanno pagando l’acqua al Comune come ai, bei, vecchi tempi. Chissà se S. Francesco d’Assisi, nel lontano 1224, scrivendo il Cantico delle Creature – in cui parlando dell’acqua diceva:” Laudato si mi Signore per sora acqua la quale è molto umile, preziosa e casta”- avrà mai pensato che un giorno questo bene prezioso dell’umanità sarebbe stato privatizzato.

Forse, apprendendo la notizia, si starà rivoltando nella tomba. Mai decisione fu più impopolare e scellerata. Alcuni fra i più accaniti avversari della privatizzazione sono arrivati, giustamente, a sostenere che tutti debbono mettersi bene in testa che l’acqua è un diritto umano universale quindi un bene comune inalienabile. A questo fine molti comitati presenteranno il prossimo 30 marzo una richiesta di referendum abrogativo avendo già raccolto oltre 400mila firme. Loro sono fermamente convinti che i beni comuni, in primis l’acqua, non sono declinabili con le categorie tradizionali della proprietà privata in quanto la sua gestione motivata dal profitto è incompatibile con l’idea di bene comune. Tutti siamo consapevoli dell’importanza “ dell’oro blu” una preziosa ed importante risorsa per l’intera umanità di cui dobbiamo farne un uso oculato evitando inutili sprechi.

Partendo dalla considerazione che l’acqua è risorsa indispensabile per la vita e la sua presenza di primaria importanza per eliminare malattie, povertà e fame mi permetto di consigliare, anche ai tanti lettori di questa autorevole rivista alla vigilia del World Water Day ( giornata mondiale dell’acqua ), di risparmiarla per quanto possibile. Spero lo recepiscano in tanti.

8 commenti

  • AdrianoS scrive:

    Credo che il principio, caro Nando, è che l’acqua è un bene pubblico e non deve essere privatizzata. Secondo me un po’ come la Sanità che seppur da tenere sotto controllo , non può essere che si lesini sui servizi offerti per la salute. Quando ero piccolo mia madre mi diceva che dovevo fare attenzione ai poveri (io lo ero in parte) e che a loro si doveva fare elemosina di quel che si poteva dare, ma un po’ d’acqua ed un tozzo di pane non gli si doveva mai far mancare altrimenti era un peccato fatto a Dio.
    Come eran belle quelle parole di mamma che ricordo sempre e che mi hanno fatto essere più tenero con chi ha bisogno….
    Ma c’è una realtà fondamentale in tutto questo ed è Parola del Signore: Un po’ d’acqua ed un tozzo di pane non si nega a nessuno!
    Meditate gente, meditate e magari provvedete ad evitare che l’acqua si perda nelle condutture obsolete (dal 40 al 70 per cento di perdite!) specialmente in Abruzzo e nella Marsica dove si raggiungono punte del 70%. Ciao Nando e bravo a far riflettere

  • Irena Ewa Smith scrive:

    L’aqua e la pui cosa per vivere! Senza l’aqua arrivano morto! E una cosa da Dio ! Gli piante; gli animali; i personne; non vivano senza l’aqua! Scusa me per i poveri Italiano ma sono inglese! Ho trovato la vita qui pui caro in europa! L’aqua; e la fortuna d’Italia perche arriva della sorgente! Degli montagni! Non e una stata senza l’aqua! Perche gli Italiani pagare pui soldi per l’aqua? La servitizio e terribile! I tubi e vecchio! E di ferro e, puoi arrivi rotti! Uguale con L’altri servitzi! L’electricita, gas, etc!E uno disgrazio dello governo di Berlusconi! Penso paggiamo per la “Dolce Vita” di lui!

  • Emanuele Toni scrive:

    Grazie Nando per sostenere questa causa e per diffonderla attraverso la tua brillante scrittura.
    Speriamo che il futuro concreto sia meno tremendo delle previsioni.

  • rita cardarelli scrive:

    Pagheremo anche il diritto d’esistere, tutto naturalmente ancor prima di nascere! Ma siamo già su quella strada! I diritti saranno un sogno!

  • Patrizia scrive:

    Purtroppo non tutti si rendono conto che stiamo sotto “assedio” e se non protestiamo fermando lo scempio venderanno anche noi. Sono andata con mio figlio a vedere gli antichi acquedotti romani (l’acqua marcia)e sono rimasta affascinata dal grande lavoro di ingegneria che è stato fatto per far sì che tutte le popolazioni potessero attingere ad un bene prezioso e primario come l’acqua.
    Bravo Nando, bell’articolo.

  • Simone scrive:

    Strano gioco del destino ieri si sono trovati a manifestare, a breve distanza gli uni dagli altri,quelli che difendevano l’acqua quale bene supremo dell’intera umanità e coloro che ne hanno decretato la privatizzazione.A quel ministro dell’ambiente avrei voluto dire io due paroline.Sono gente intenta a vedere solo gli interessi suoi e quelli degli amici. Non a caso i loro amici sono quelli che la notte del terremoto della vostra terra ridevano. Vergogna.

  • Maria Antonietta scrive:

    E’ scandaloso come il governo sia arrivato a tutto ciò. Qui si sta veramente toccando il fondo. Quale sarà la “loro” prossima mossa? Probabilmente tassare anche l’aria che respiriamo. Si può solo sperare che col referendum del 30 marzo, si riesca a fare qualcosa per dare un freno a tutto questo (scusate il termine)schifo! Ci vorrebbe, pur essendo incivile, una bella rivoluzione… Come si dice: a mali estremi, estremi rimedi. Sempre complimenti, Nando, per i tuoi articolo.

  • Bruno Di Giamberardino scrive:

    Tanto per ricordare che ieri oltre all’importante manifestazione a difesa della privatizzazione dell’acqua, in un’altra piazza manifestava il PdL dove gli slogan riguardavano l’amore per l’Italia e per gli italiani, ma fermiamo questo scempio che sta facendo questo Governo e facciamo, intanto, abrogare quella legge.

    Come al solito Grande Nando!!!

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