poesia – Diciassette di marzo

Delicata e commovente poesia di Girolamo Galluccio, in ricordo della madre, scomparsa esattamente un’anno fa. 

(a mia madre)

Diciassette di marzo, tre del pomeriggio

d’un giorno come un altro: lievemente

un angelo, un alato messaggero, silente

ti ha rapita dolcemente alla vita, quasi

un pegno d’amore, un caldo abbraccio,

ti portò via da me, ch’io non sapeva.

Più non udrai quella parola amata

dalla mia bocca, mai dirò quel nome

che m’infondeva ardore, tu lo sai,

quando dei dolci fanciulleschi suoni,

profumi, sensazioni, e della gente mia

tanto m’era gravosa lontananza.

Quando d’Orione le sette stelle in cielo

la notte brilleranno, sarà vivo il ricordo

dentro di me, che gli occhi socchiudendo

mi parrà vederti, intorno il gran silenzio

vivrà della tua voce ch’io più amavo,

e tendendo le mani, le tue carezzerò.

Girolamo Galluccio

Teramo, 29 marzo 2009

2 commenti

  • Patrizia scrive:

    “Più non udrai quella parola amata” mi ha colpito e commosso, sono quasi dieci anni e il dolore, la nostalgia e la mancanza – fisica – non passano.

  • Nando scrive:

    Bellissima e commovente poesia dedicata alla persona più cara al mondo: la madre. Complimenti

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