poesia – Diciassette di marzo
Scritto da redazione il 17 marzo 2010
Delicata e commovente poesia di Girolamo Galluccio, in ricordo della madre, scomparsa esattamente un’anno fa.
(a mia madre)
Diciassette di marzo, tre del pomeriggio
d’un giorno come un altro: lievemente
un angelo, un alato messaggero, silente
ti ha rapita dolcemente alla vita, quasi
un pegno d’amore, un caldo abbraccio,
ti portò via da me, ch’io non sapeva.
Più non udrai quella parola amata
dalla mia bocca, mai dirò quel nome
che m’infondeva ardore, tu lo sai,
quando dei dolci fanciulleschi suoni,
profumi, sensazioni, e della gente mia
tanto m’era gravosa lontananza.
Quando d’Orione le sette stelle in cielo
la notte brilleranno, sarà vivo il ricordo
dentro di me, che gli occhi socchiudendo
mi parrà vederti, intorno il gran silenzio
vivrà della tua voce ch’io più amavo,
e tendendo le mani, le tue carezzerò.
Girolamo Galluccio
Teramo, 29 marzo 2009
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“Più non udrai quella parola amata” mi ha colpito e commosso, sono quasi dieci anni e il dolore, la nostalgia e la mancanza – fisica – non passano.
Bellissima e commovente poesia dedicata alla persona più cara al mondo: la madre. Complimenti