Lettera 22, concorso per giovani critici teatrali con Alessandro Gassman

Premio lettera 22 con Alessandro Gassman

Premi alla critica teatrale innovativa, scadenza 30 aprile 2010: ammessi gli under 36 con pezzi pubblicati da giornalisti di ogni testata o sito e da studenti di facoltà di comunicazione, spettacolo e scuole di giornalismo. Gli abruzzesi invitati a partecipare, Alessandro Gassman già direttore del Teatro stabile d’Abruzzo, ora del Teatro Stabile del Veneto, lo promuove e parla del teatro.

Al Teatro Valle il 3 febbraio 2010 era tutto pronto per la conferenza stampa nella storica platea con le poltrone rosse, un lungo tavolo attendeva i protagonisti, per la presentazione del concorso “Lettera 22” rivolto ai giovani critici teatrali di età inferiore a 36 anni invitati a presentare una critica innovativa rispetto agli schemi consueti, pubblicata su carta stampata e on line, Radio e Tv.

Poi si è preferito opportunamente il più raccolto “foyer”: ospite atteso Alessandro Gassman, è giunto in una mise casual in carattere con la sua immagine di attor giovane anche se già con tanta esperienza ad alto livello: jeans, maglione e il casco da motociclista sotto il braccio. L’incontro è diventato confidenziale, è stato disponibile anche con il vostro cronista. Ma andiamo con ordine.

Il premio “Lettera 22”

Il “Premio giornalistico nazionale di critica teatrale giovani critici” si intitola alla “Lettera 22”, con un ossimoro, si sfidano i giovani critici ad “inventarsi nuovi linguaggi e forme di comunicazione” nel segno della mitica macchina da scrivere portatile soppiantata da tempo prima dal PC portatile, poi dal “Notebook”. Ma è un omaggio al grande Indro Montanelli, esiste una statua che lo ritrae seduto a terra con il suo strumento di lavoro. In quanto portatile consentiva di mettere in pratica la sua formula: “andare, guardare senza pregiudizi e raccontare ciò che si è visto”, in questo l’immediatezza era fondamentale, quindi si doveva “buttare giù” subito il pezzo.

La sfida ai giovani critici teatrali è di “superare i maestri” che li giudicheranno come componenti della giuria, sul piano dell’invenzione e dell’innovazione. Alla base di quest’esigenza c’è lo stato della critica al teatro, che non è certo buono e non per colpa dei critici. Gli spazi sulla carta stampata sono sempre più ristretti e nascosti dalla foliazione, cosa che nuoce alla divulgazione presso il pubblico. Mentre la comunicazione è lo strumento per la diffusione. Ciononostante nel periodo della crisi il teatro ha tenuto, gli spettatori sono aumentati superando anche quelli delle partite di calcio.. Segno di una vitalità che merita di essere alimentata e sostenuta.

Ne ha parlato Giuseppe Ferrazza, presidente dell’Ente Teatrale Italiano e padrone di casa al Teatro Valle, nell’introdurre l’incontro. Il concorso è alla terza edizione, e non si limita a mobilitare i giovani critici nella scrittura di testi e i componenti della giuria nel valutarli per selezionare la terna vincitrice: sono mobilitati 19 teatri in undici città, con 80 spettacoli tra i quali i partecipanti potranno scegliere quello da sottoporre alla propria critica; e nella fase finale i selezionati costituiranno addirittura una redazione teatrale nell’ambito del Festival di Napoli.

La sfida al mondo del teatro e della comunicazione

La sfida alla base del concorso non è soltanto ai giovani invitati a partecipare e a dare prova di inventiva, oltre che di capacità critica; è all’intero mondo del teatro che cerca nuove strade per superare il muro di gomma dell’indifferenza di fronte alla marea di superficialità e di incultura di marca soprattutto televisiva. Lo spettacolo dal vivo non è soltanto un serbatoio di tradizione e di cultura, è anche una fonte unica di stimoli alimentati dal rapporto diretto con il pubblico: le sollecitazioni e le emozioni sono reciproche, nulla di virtuale può eguagliare la realtà.

Eppure la riaffermata validità di questa forma di spettacolo e il perdurante favore nel pubblico non si traducono in altrettanta visibilità, mentre in un tempo non troppo lontano le “prime” teatrali erano veri e propri eventi che l’intera città seguiva con intensa partecipazione. E attendeva il resoconto del giorno dopo nel quale c’erano anche i riflessi mondani dell’evento. La parte più attesa era la critica teatrale, il cui estensore diventava in un certo qual modo l’alter ego o il contraltare dell’artista, faceva rivivere lo spettacolo, lo “ri-creava” in forma diversa, in parallelo con la creazione artistica.

Questo sollecitava anche i grandi letterati a cimentarsi nella critica teatrale: si ricordano Dino Buzzati ed Ennio Flaiano, fino a Piero Gobetti e Antonio Gramsci il cui impegno politico e la cui triste vicenda di vittime del regime nascente ha oscurato l’impegno pur rilevante nella critica teatrale. Oggi, si è detto nell’incontro, “i tempi sono cambiati, grandi nomi acclamati dalla Tv, dal cinema, dai nuovi media, sempre più vanno relegando il commento teatrale a brevissimo resoconto, che riguarda un mondo a parte: quello sotterraneo, notturno, che si vuole autoreferenziale”.

In una simile situazione ben venga questa reazione, che vuole sfidare il mondo del teatro e della comunicazione a trovare nuovi strumenti e nuove strade: perciò troviamo coraggioso l’appello ai giovani perché esprimano le loro capacità innovative, nella circostanza non nella creazione artistica, alla quale l’Eti dedica il concorso “Teatri del Tempo Presente” su cui torneremo, ma nella critica che è un importante strumento di comunicazione oltre che di valutazione e giudizio sull’opera.

Le modalità di partecipazione al Concorso

Un concorso che “rilancia la critica teatrale e affidandosi alle giovani leve stimola l’invenzione di nuove forme di linguaggio giornalistico per la scena” è un’invenzione esso stesso – e lo dimostra nel meccanismo attraverso il quale si svolgerà la selezione – e insieme una promozione. Lo illustra nei dettagli Rodolfo di Giammarco, critico teatrale, che ne è il coordinatore dalla prima edizione, si è alla terza dopo il successo delle prime due .

I concorrenti dovranno presentare pezzi di critica teatrale trasmessi “in formato word conforme al testo originale pubblicato” entro il 30 aprile 2010”. I pezzi dovranno essere “di massimo 4.000 battute [spazi inclusi] o 3 minuti di programmazione radio-televisiva, in forma di interviste, recensioni, presentazione degli spettacoli presentati” nei 19 teatri di 11 città elencati nel bando di concorso che si può scaricare dal sito http://www.concorsolettera22.it/.

Diciamo subito che per gli abruzzesi i teatri più vicini sono a Roma (Valle e Quirino) , a Napoli (Mercadante e Teatro Nuovo) e Firenze (La Pergola). Gli altri sono uno a Palermo, 2 a Bologna, 3 a Milano e ben 10 nel Veneto, il che si spiega con l’organizzazione da parte dell’Associazione culturale “La Giudecca”, in collaborazione oltre che con l’Eti, con il Teatro Stabile del Veneto, l’Università di Padova nonché il sostegno di quattro istituzioni venete. “Noblesse oblige” diciamo, però nelle future edizioni si dovrebbe ottenere una più ampia rappresentanza cercando di inserire un teatro per ogni provincia o almeno per ogni regione italiana.

Non ci riferiamo soltanto all’Abruzzo, le regioni dove i concorrenti potranno assistere agli spettacoli da recensire sono soltanto sette e così com’è concepito il concorso rende molto problematica la partecipazione delle altre regioni. E non solo per le difficoltà logistiche di vedere gli spettacoli in teatri extraregionali, ma per la difficoltà ben maggiore di pubblicare critiche di spettacoli teatrali al di fuori della regione dove si esercita il giornalismo o si seguono i corsi. universitari e di scuole giornalistiche. Se non si estende il campo dei partecipanti si rischia di venir meno alla funzione primaria del concorso, estendere al massimo la comunicazione teatrale.

Le due fasi del premio “Lettera 22”

I pezzi presentati al Concorso entro il termine del 30 aprile 2010 saranno giudicati da una Giuria presieduta dal citato di Giammarco (“Repubblica”) e composta da altri otto critici teatrali sei di quotidiani, tre a diffusione nazionale (“Corriere della Sera”, “Unità” e “Avvenire”), due del Nord (“Corriere del Veneto” e “Mattino di Padova”), uno del Sud (“Corriere del Mezzogiorno”) e due della Rai, per la radio (“Giornale Radio”) e la televisione (“Tg3”). Oltre a questa “giuria tecnica”, ci sarà una giuria di cento spettatori dei teatri partecipanti che concorrerà alla valutazione degli articoli in concorso con il peso di un voto: un sorta di giuria popolare..

I cinque pezzi ritenuti migliori dalla Giuria, superata la I Sezione, saranno ammessi alla II e ultima sezione del concorso, “che si terrà nel mese dal 4 al 27 giugno 2010, in concomitanza con la III edizione del Napoli Teatro Festival Italia”. In questa fase “la Fondazione Campania del festival garantirà ai 5 finalisti alloggio e una diaria quotidiana per l’intero periodo di permanenza [liberamente indicato dal concorrente, per un minimo di 4 giorni]”.

E qui scatta la parte più innovativa, così indicata nel bando di concorso: “ Durante la residenza a Napoli i designati si coordineranno a costituire una autonoma redazione, per la pubblicazione di un quotidiano on line, responsabile di raccontare, con recensioni e interviste, tutti gli eventi in cartellone. La redazione di ‘Lettera 22’ si coordinerà con gli uffici del festival”.

Cosa viene chiesto a questa redazione straordinaria? Non sarà una vacanza allietata dagli spettacoli del festival, i finalisti dovranno impegnarsi molto. Sarà necessario coordinarsi per raccontare tutti gli eventi in cartellone, e dovranno proporre “ novità’ in materia di lessico, format e tecniche di visibilità”. IL bando non si ferma qui, precisa il senso di queste novità: “I pezzi-servizi dovranno essere strutturati in forme inedite e agguerrite che tengano conto di modelli evoluti di scrittura e di strategie comunicative prossime future”. Un impegno creativo da giornalismo militante.

La redazione collegiale non fa venir meno la competizione: “Dei lavori così prodotti [sia che siano stati pubblicati, sia che non siano stati pubblicati] ciascuno dei concorrenti ne individuerà tre da fare pervenire alla giuria nel termine del 3 luglio 2010 all’indirizzo premiolettera22@yahoo,it. L’eventuale pubblicazione potrà avvenire o a cura del Napoli Teatro Festival Italia o di altri su propria iniziativa, però “citando di essere stati espressi nel contesto concorsuale di Lettera 22”.

Siamo alla conclusione, nel bando di concorso altre espressioni creative: “La Giuria individuerà e premierà gli autori dei migliori articoli pilota fondati su questo auspicato nuovo parlare del teatro. Primo premio: euro 1.000; secondo premio: euro 500; terzo premio: 10 volumi Ubilibri.

La premiazione avverrà nel mese di settembre 2010 al Teatro Giuseppe Verdi di Padova.

Un programma interessante e innovativo, una bella sfida per i giovani critici teatrali o aspiranti tali, un’occasione anche per leggere ciò che sapranno produrre. Ai presentatori del concorso, a proposito della difficoltà di trovare spazi sulla stampa, è stato chiesto che questi testi siano ospitati sul sito Internet dell’Eti, da poco rinnovato e particolarmente adatto a dare loro l’auspicata visibilità.

Alessandro Gassman risponde a domande sul teatro

L’incontro al “Valle” non si è limitato a presentare il Premio “Lettera 22”. Alessandro Gassman non è stato presente solo come promotore con il Teatro Stabile del Veneto che è passato a dirigere dopo il Teatro Stabile d’Abruzzo; ma anche come “testimonial”, in un certo senso, Ha pur sempre l’immagine di attor giovane, nonostante una lunga stagione che lo vede affermato per ciò che ha saputo esprimere, anche perché lo segue l’immagine del ”grande vecchio” Vittorio Gassman, il mostro sacro del teatro con una carriera di successo parallela anche nel cinema. Una strada che anche Alessandro non rinuncia a praticare nonostante il suo mondo artistico sia nel teatro.

Ebbene, l’accorta regia dell’incontro aveva già programmato un’intervista pubblica all’attore, che si è dimostrato pienamente disponibile, in una cornice resa confidenziale dall’aver rinunciato all’austero proscenio nella platea del Teatro Valle per raccogliersi sul meno solenne Foyer, dietro un tavolino con i giornalisti assiepati nelle normali seggiole.

Il botta e risposta tra i presentatori del concorso e l’attore intervenuto alla promozione è stato una bella sorpresa, e ha costituito il sale di una notizia, quella del Premio, già di per sé interessante.

Trattandosi di un concorso per la critica teatrale la prima domanda non poteva non riguardarla. Alessandro ha risposto che ritiene la critica fondamentale anche per dare visibilità a chi ha qualità ma è poco conosciuto, serve meno a chi già dispone di sufficiente notorietà. Lui è molto attento e tiene conto del contributo di tutti, anche se non si puà correggere uno spettacolo a programmazione iniziata, è un meccanismo delicato che ammette solo piccoli cambiamenti;. Il suo rapporto con la critica è equilibrato, quello del genitore era spesso violento, per incomprensioni reciproche.

Ha sottolineato poi l’importanza del teatro tra le forme di spettacolo perché consente il rapporto diretto tra il pubblico e l’interprete. Lui cerca di promuovere la comunicazione anche attraverso Internet e la massima diffusione tra i giovani con sistemi interattivi e condizioni speciali. Il concorso “Lettera 22”, rivolgendosi ai giovani critici, può essere un ulteriore valido strumento.

A proposito di critica si è parlato del problema degli spazi sui principali giornali a stampa, la loro ristrettezza e la collocazione poco evidente rende difficile far passare un messaggio efficace, si parla di 15 righe e un minuto e mezzo in televisione, delle volte possono essere anche essenziali ma non bastano; le prove del concorso, comunque, già allargano il testo a 4.000 battute. In ogni modo resta sempre importante il “passaparola” che premia gli spettacoli di qualità, anche se ancora manca la notorietà. Se il teatro è ben fatto, prima o poi trova il modo di richiamare il pubblico.

la trasmissione televisiva degli spettacoli teatrali, ha detto ancora, è ovviamente utile, ma non bisogna dimenticare che “in Tv il teatro è brutto”, anche perché i primi piani sono innaturali per l’attore teatrale, non c’è abituato com’è per il cinema. A questo proposito ha scherzato sulla sua partecipazione al “film panettone”, fa divertire e ci si diverte nelle riprese, niente di più.

Ha parlato anche dei suoi due spettacoli, molto diversi l’uno dall’altro. Riesce a farli coesistere: uno è teatro moderno, tecnologie avanzate e un tema attuale perché nel rapporto tra padre e figlio si inserisce il problema dell’integrazione razziale; l’altro spettacolo brillante ha una sua “vis comica”.

Un pensiero di Alessandro per gli abruzzesi

Questi e altri temi ha toccato Alessandro Gassman rispondendo a un’intervista divenuta collettiva. Al termine, nel segno della sua apprezzata direzione del Teatro Stabile d’Abruzzo, gli abbiamo chiesto di dire qualcosa sulla nostra regione. Ha detto di aver vissuto la tragedia del terremoto ed essere rimasto “colpito dalla forza e dall’orgoglio degli abruzzesi. E’ andata giù una città artistica e storica, come se si fosse trattato di Assisi e di Urbino, si deve assolutamente rimettere in piedi il centro storico”. Poi ha parlato della sua partecipazione al libro con 99 personaggi dello spettacolo per raccogliere fondi ai fini della ricostruzione e delle altre iniziative. Ha anche detto di aver scritto una lettera aperta agli abruzzesi per ringraziarli e salutarli nel lasciare il loro Teatro Stabile.

Grande dignità e serietà, carisma e gentilezza, informale e inappuntabile. Questo è Alessandro Gassman, più che un divo si vede in lui un modello del tutto positivo per i giovani. E non solo.

Un commento

  • Francesco Ascani scrive:

    Il premio giornalistico intitolato alla “Lettera 22”, quale omaggio al grande Indro Montanelli, che la usava quando l’immediatezza era fondamentale, è rivolto ai giovani critici di un teatro che, nel periodo della crisi, ha tenuto anche aumentando gli spettatori, che è segno di vitalità da alimentare e sostenere.
    Dopo un parallelo con il passato, le norme del concorso e le due fasi del premio, il tutto presentato con interesse, anche come stimolo a aderire, senza nascondere il grande impegno che sarà necessario per giungere alla premiazione, prevista per il mese di settembre 2010.
    Nella sostanza il dott. Levante riesce, con la sua esposizione eloquente e pertinente, a dare il reale valore a questo premio e, io credo, anche ad invogliare alla partecipazione: un servizio nel servizio.
    Quindi l’intervista pubblica, già programmata dalla regia dell’incontro, all’attore Alessandro Gassman “testimonial” del premio, raccontata con intelligenza ed esperienza nelle risposte e nei contenuti e ben conclusa con la richiesta, ad Alessandro, di dire qualcosa sulla nostra regione.
    Bello il suo pensiero, nel riferire d’aver vissuto la tragedia del terremoto, che ha colpito una città artistica e storica, che deve vedere rimesso in piedi il suo centro storico, per la forza e l’orgoglio degli abruzzesi.
    Bello anche il ritratto finale di Alessandro Gassman, come tracciato dal dott. Levante nelle ultime righe del servizio, che ho letto più volte.

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