L’Aquila: la rivolta delle carriole e le sue tante interpretazioni
Scritto da Nando Giammarini il 15 marzo 2010
La protesta, se così la si vuol definire ma in realtà si tratta di un gesto d’amore degli aquilani nei confronti della loro città, delle carriole arrivata alla sua terza edizione continua a mietere successi e registrare nuove adesioni. Ieri, per la terza edizione di questa splendida iniziativa, c’è stata una partecipazione totale con l’adesione di un pubblico variegato e numeroso. Una per tutte la partecipazione della carriola rosa dell’ADONAI, le donne di Milano operative dal 6 aprile a Murata Gigotti di Coppito, le quali intervenendo ai microfoni di Tvunoaq hanno detto che il loro unico obiettivo è quello di sostenere chi è in difficoltà e non sono assolutamente motivate da qualsivoglia riferimento ideologico.
ALTRO CHE CARRIOLE ROSSE AL SERVIZIO DEI SOLITI NOTI !
Poi artisti, esponenti della cultura e della società civile raggruppati in sedici Associazioni diverse tra loro – ma tutti sappiamo che la diversità è un valore – per fini, riferimenti anche ideologici e culturali che hanno allestito uno spazio in piazza Duomo – la storica piazza del mercato che dovrebbe essere il simbolo della rinascita dell’Aquila, – dove hanno raccolto firme per chiedere al Comune degli spazi ove poter ricostruire le loro sedi e continuare le attività. Altra splendida iniziativa è stata quella di Eugenio Carlomagno e Patrizia Tocci del Comitato :” L’Aquila, un centro storico da salvare” che si è occupato di raccogliere fondi per donare ai Vigili del Fuoco, che hanno operato all’Aquila, una medaglia disegnata dal prof. Vincenzo Varrone dell’Accademia di Belle Arti e coniata all’Aquila. Una bella opera di riconoscenza verso coloro che tanto hanno fatto e stanno facendo per la nostra beneamata città e la sua gente. E pensare che a questi angeli del terremoto vogliono far pagare la medaglia con il relativo nastrino dai 120 ai 130 euro, una misera assurdità.
Ma torniamo a bomba, alla bella partecipata e colorata manifestazione di ieri mattina aperta dalle note del toccante e commovente inno degli aquilani: “L’Aquila Bella Me” Tanta gente indossava delle magliette con la scritta :”Non è né rossa nè azzurra. La carriola è neroverde” Neroverde perché sono i colori della città ed una bella risposta ad un articolo del Tempo dello scorso 8 marzo che in un articolo dal titolo “Carriola rossa al servizio dei soliti ignoti” parlava di una sfida nei confronti della polizia e del governo Berlusconi quindi di un’iniziativa di parte in vista della prossima scadenza elettorale.. Ma così non è. Lo sanno tutti a partire dal nostro direttore, Giovanni Lattanzi, che ringrazio ancora una volta per aver partecipato di persona alla prima iniziativa; egli ha avuto modo di costatare con mano qual’è lo stato della città a quasi un anno dal terremoto e da quali sentimenti sono animati coloro che hanno inventato e realizzata l’iniziativa.
Lo sa perfino l’arcivescovo ausiliare dell’Aquila – sua Eccellenza Monsignor Don Giovanni D’Ercole, che ieri, nello stupore generale, si è presentato a piazza Palazzo tra qualche minima forma di contestazione immediatamente rientrata quando il presule ha spiegato che era lì non per farsi riprendere dalle telecamere ma per essere vicino alla sua gente condividendo i motivi della protesta e la rabbia delle persone unitamente alla voglia di ripulire l’Aquila dalle macerie. Insomma una benedizione della chiesa al popolo delle carriole. Era davvero uno spettacolo vedere tanta gente impegnata con le “ callarelle” e le carriole a trasportare i materiali mentre altri, grandi e più piccoli armati di guanti a separare i vari materiali. Anche in questa circostanza c’è stata tanta solidarietà: sono intervenuti perfino dei mezzi meccanici: un trattore ed un bobcat dell’Agriservice, una azienda agricola del teramano, che purtroppo sono rimasti fermi alla Villa Comunale per mancanza di autorizzazione ad accedere al Centro Storico.
La manifestazione verrà replicata domenica prossima quando arriveranno a dare una mano da tutta Italia. Questo per dimostrare che, contrariamente a quanto sosteneva il Tempo, la solidarietà verso la nostra gente con conosce limiti di sorta e nessuno sogna mai di dare un’etichetta a gente onesta e laboriosa che si adopera per vedere rinascere la propria città. Amo riportare – a dimostrazione della tesi per cui la rivolta delle carriole non è, e non sarà mai,né rossa né al servizio dei soliti noti – un invito del mondo dello sport nostrano quello dell’architetto Vincenzo De Masi ex presidente dell’Aquila rugby :” Non dategli un colore politico altrimenti ci dividiamo e diventiamo la metà : l’obiettivo deve essere unico, ricostruire tutti insieme la città.”Questi sono i sentimenti e gli intenti del popolo delle carriole il cui obiettivo esclusivo è quello di riappropriarsi, quanto prima, della città avviando la ricostruzione. Senza divisioni e senza etichette.
9 commenti
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Sicuramente un gesto di amore degli aquilani verso la loro città, anche questa terza edizione dell’iniziativa, aperta con l’inno “L’Aquila Bella Me” e significativa la scritta sulle tante magliette dei partecipanti “Non è né rossa né azzurra: La carriola è neroverde”.
Giusto replicarla, allargandone la partecipazione a tutti, giusta la partecipazione dell’arcivescovo Monsignor Don Giovanni D’Ercole, che ne ha condiviso i motivi, e giusto l’invito dell’ex presidente dell’Aquila rugby a non dare un colore politico alla manifestazione, perché l’unico motivo deve essere quello di ricostruire, tutti insieme, la città.
Gli Aquilani sono veramente dei “grandi”. Con umiltà, dedizione e forza d’animo,stanno ripulendo dalle macerie L’Aquila e tutto ciò senza chiedere nulla a chi, invece, avrebbe dovuto aiutarli a farlo tanto tempo fa( ogni allusione è puramente casuale…).Un abbraccio forte a tutti loro e un caloroso ringraziamento a Nando che, con i suoi articoli, ci tiene sempre al corrente con le notizie che riguardano la nostra, pur sempre, splendida città.
“Carriola rossa al servizio dei soliti ignoti”. Questo titolo lo si potrebbe paragonare alla favola della volpe che poichè non può arrivare all’uva, dice che tanto è acerba.
Quindi un plauso di forte incoraggiamento agli Aquilani per continuare a farsi sentire sempre ancora più forte.
Un saluto a tutti e ovviamente a Nando che tanto si impegna.
Armando
Ho partecipato attivamente alla manifestazione ed ho visto solo aquilani che ripulivano la loro città; non c’erano politici,solo cttadini che vogliono che finalmente si incominci a ricostruire la città senza se e senza ma.Chi vuole dividerci è contro la nostra città.Il giornalista del Tempo certamente, dopo il famoso articolo,avrà avuto allungata la catena che il padrone gli ha legato al collo.
Sono contento che queste ottime iniziative stiano avendo tutto questo successo e mi auguro che le cose continuino in questo modo.
Articolo profondo e veritiero come solo uno che vive ed interpreta le tante problemaiche e difficoltà dovute al terremoto sa fare. Un grazie infinito.
Carla
grazie, Nando…grazie a tutti quelli che ci seguono e non pensano ” ma che vogliono, questi aquilani piagnoni”…Domenica ancora un altro gesto di riappropriazione della nostra città: tutti al parco del Castello, Forte Spagnolo, con una piantina fiorita, un Fiore…un pò di verde in mezzo alle macerie a testimoniare la nostra voglia di vita…UN FIORE PER L’aQUILA, 21 MARZO DALLE 10 IN POI…VI ASPETTIAMO.
Ciao Nando,complimenti mi stai viziando alla grande! Apro internet vado, quasi in automatico, su abruzzo cultura e trovo i tuoi articoli di una bellezza e di una verità spettacolare. Bene hai fatto,ciò si era verificato precedentemente anche con la poesia dello stesso tenore,a replicare a tono all’articolo del Tempo citando persone che al di sopra di ogni dubbio hanno partecipato alla giornata per ripulire l’Aquila dalle macerie.Il nostro unico fine è solo quello di vigilare affinchè nella ricostruzione siano rispettate giustizia, sicurezza e legalità.Lontani dall’Aquila coloro che la notte del 6 aprile ridevano nel suo letto.I soliti noti sono loro ed i suoi prestanome che giustizia vorrebbe marcissero nelle patrie galere.
Un fortissimo abbraccio,Pina
Non ho parole per descrivere la bellezza e la verità di questo articolo. La debbono finire di parlare di carriole rosse e di …soliti noti.I soliti noti sono loro, rossi di vergogna per come travisano la realtà dando una dimensione distorta di quella che è la realtà dell’Aquila e dei Paesi del circondario. Ben vengano l’Arcivescovo e tutti i Preti delle varie diocesi, come faranno domenica i cittadini di tutta l’Italia,
a dare una mano e soprattutto a tenere alto il discorso sul grande problema del terremoto. Con immensa stima e grande simpatia.
Marina