poesia – Il popolo delle carriole
Scritto da Nando Giammarini il 12 marzo 2010
Una moltitudine di gente
armata di buona volontà e decisione
si vuole riappropriare della città
circondata da cumuli di macerie
che trasudano dolori e ricordi
fermi alle 3.32 del 6 aprile 2009.
Incastonate tra puntelli di legno e ferro
tante case
un dì piene d’ armonia
brandelli di vita che fu
sembrano arrendersi
al Generale inverno.
Gente Aquilana, forte e dignitosa
popolo delle carriole
non rosse ma variopinte
dai colori della ripresa della vita
pulendo la città fate risorgere il sole
…e la speranza nella ricostruzione.
Non sono i soliti noti
ma un esercito di uomini, donne, bambini
attaccati alla loro terra
che nutrendo un amore profondo per l’Aquila
vogliono la ricostruzione della città
…anche per coloro che non ci sono più.
I loro nomi
come una nenia antica
risuoneranno nel tempo
al trascorrere della vita
riportando alla memoria
esistenze interrotte anzitempo!
9 commenti
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Il popolo delle carriole rappresenta la presa di coscienza di tanti aquilani che hanno capito che se vogliono far tornare a pulsare il cuore della loro città, simbolo dell’identità aquilana, devono partecipare in prima persona come protagonisti a tale ripresa.Porgo i miei complimenti a loro , al loro lavoro e a Nando,l’autore di questa splendida poesia che rispecchia bene, a mio avviso,lo spirito con cui si sta muovendo questo dignitoso popolo abruzzese.
Felicita
Splendida poesia che ben rappresenta l’attaccamento degli aquilani alla propria città; un motivo di orgoglio per tutti noi che siamo lontani. Complimenti al poeta davverouna persona dai sentimenti nobili.
Nando la tua è la giusta risposta in prosa, a chi – evidentemente strumentalizza – ma dal suo punto di vista, denigrando il gesto disperato degli Aquilani, che andrebbe – invece – interpretato come manifestazione di attaccamento alla propria città e come messaggio, a chi sino ad ora ha fatto tanti proclami e ha dato il via – camuffando il “doveroso aiuto” – a semplici interessi, in cui si sono tuffati, “sodali” e “amici degli amici”.
Un saluto a tutti.
Armando
Una lode a chi non c’è più, ma anche a chi vuole tornare alla normalità. Il tempo come sempre sarà galantuomo e con questa determinazione sicuramente si potrà raggiungere lo scopo finale.
Un grande senso di attaccamento alla terra natia.
Ciao, buona domenica. Poesia che tocca nel profondo dell’anima. Leggendola non sono riuscita a trattenere le lacrime. Complimenti Nando davvero un atto d’amore in versi come solo i poeti sanno fare.
Giovanna!
Dedicata da te a coloro che hanno fatto riaffiorare fra le macerie realtà non dimenticate ma temporaneamente sommerse. Un inno alla volontà!
Versi profondi e commoventi, aleggiano in questa splendida poesia. Essa racchiude il vero stato d’animo della gente dell’Aquila. Nonostante serpeggi ancora in loro un grande dolore, non si sono persi d’animo e con l’unione delle forze, sia mentali che fisiche, cercano di riportare la città all’antico splendore. Complimenti Nando.
Non si potrebbe non lodare
la dedizione di questa gente,
che ha versato lacrime amare,
ma la sua grinta è ancora presente.
Si dan da fare, si mettono in moto,
per far tornare in vita
un passato quasi remoto,
con una voglia mai sopita.
L’Aquila si colora,
e presto rinascerà,
la città che piangeva
a sorridere tornerà.
Per questo un grazie forte
al popolo abruzzese,
che anche in mala sorte,
risolleva il suo paese.
Per Antonio Sebastiani ( Damiano) di Onna, ma traferitosi nel Lazio ove attualmente vive,se leggi questo annuncio scrivimi a n.giammarini@alice.it. Grazie