Mercoledì 10 marzo 2010, alle 18.30, nella sede regionale della Cna di Pescara, si svolge un’assemblea degli operatori del settore, alla presenza del presidente e del responsabile nazionale di Cna Artistico e tradizionale, Gian Oberto Gallieri e Luca Iaia, del presidente regionale Giovanni Simonetti e del presidente regionale della Cna, Italo Lupo, per la modifica del nuovo testo del “Codice del restauro” voluto dal ministro per i Beni culturali Sandro Bondi.
«In questo settore – spiega Renato Giancaterino della Cna abruzzese – operano in Italia quasi 13mila imprese e oltre 32mila addetti, che comprendono numerose figure specializzate nei settori della ceramica, della cantieristica, degli strumenti musicali, dell’oreficeria, argenteria, del tessile, del legno, del vetro. Tanti ma insufficienti, come documenta l’Unesco, visto che oltre la metà del patrimonio artistico mondiale si trova in Italia. Le regole d’attuazione varate con grande ritardo rispetto alla previsione del Codice del restauro considerano unicamente validi i requisiti maturati prima del 2001: chi ha restaurato negli ultimi otto anni è come se non lo avesse fatto. Per non parlare dell’esame per ottenere l’abilitazione: un’ora di tempo per risolvere 100 domande a risposta multipla che spaziano in ogni settore del restauro, dal legno alla carta, dalla pietra a vetro, quando è noto che l’ambito d’intervento è fortemente specialistico. E’ singolare che la selezione delle migliori professionalità e competenze sia affidata a un quiz: nasce il dubbio che il vero obiettivo sia alzare solo le barriere all’ingresso e creare una elite di poco più di 600 “patentati”, quanti sono i diplomati delle tre scuole riconosciute. Relegando al ruolo di meri sub-fornitori le restanti migliaia di operatori capaci e qualificati».