recensione – Alessandro D’Avenia, “Bianca come il latte, rossa come il sangue”
Scritto da Giulia Sperini il 9 marzo 2010
È una sconfinata passeggiata nella realtà giovanile quella che Alessandro D’Avenia offre in questo romanzo in cui racconta dei ragazzi, dei loro sogni e della paura di essere sconfitti nel tentativo di realizzarli.
Leo, il protagonista, ha sedici anni e studia al liceo classico. Ha molti amici (Niko e Silvia sono quelli più cari) ed è alle prese con il suo primo amore: Beatrice “occhi verdi che quando li spalanca prendono tutto il viso. Capelli rossi che quando li scioglie l’alba ti viene addosso”. Vive le sue giornate di sedicenne tra interrogazioni e partite di calcetto. Il suo quotidiano viene però bruscamente interrotto dalla malattia della sua amata: leucemia. Leo entra in crisi, prende ad odiare tutto e tutti e il baratro della solitudine inizia a risucchiarlo. Ma quando tutto sembrerà perduto, Silvia (segretamente innamorata di lui) e il suo insegnante di storia e filosofia lo sproneranno a guardare avanti e a non rinunciare ai suoi sogni.
La capacità dell’autore di parlare con le parole degli adolescenti, i perfetti richiami alle canzoni di Gianna Nannini e di Elisa e la delicatezza usata nell’affrontare temi difficili come l’amore e la morte sono i punti di forza di questo romanzo moderno.
Tutte le pagine richiamano colori perché “ogni emozione è un colore”, ma a dominare sono il rosso (sinonimo di tutto ciò che è positivo) e il bianco (sinonimo di tutto ciò che è negativo). Leo è abituato a cavalcare la vita (rosso) e non si capacita della morte (bianco). La sua è una disperazione struggente che troverà sollievo solo quando in lui si farà strada la consapevolezza che la vita è una policromia e vivere equivale ad accettarne le sfumature.
In quel momento Leo uscirà dal suo bozzolo, mescolerà i colori e si renderà conto che soltanto un’apertura coraggiosa verso le difficoltà gli consentirà di realizzare i propri sogni.
(Alessandro D’Avenia, “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, Mondadori, pp. 254, Euro 19,00)
6 commenti
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il solito libro adolescenziale: un po’ più amaro, un po’ meno stile Moccia, un po’ sempre carta da ardere.
bellissimo sto libro….e uno dei pochi libri ke mi ha appassionato csi tanto
Romanzo stupendo poetico e commovente che ti coinvolge moltissimo , vorresti leggerlo tutto d’un fiato . ma, nello stesso tempo ti dispiace che finisca.
Leggere e prendere spunto:
www mauxa.com/libri-menuartecultura-69/2243-bianca-come-il-latte-rossa-come-il-sangue-il-libro-dellesordiente-alessandro-davenia-non-convince.html
Io ho letto il libro, l’ho trovato straordinariamente fresco, moderno, nuovo, profondo, commovente ed è piaciuto a tutti quelli a cui l’ho prestato…
la lettura della recensione mi ha fatto venire un’assoluta voglia dicorrere a comprarlo e leggerlo