San Martino sulla Marrucina: la grande tradizione di San Giuseppe
Scritto da Corporazione Sancti Martini il 14 marzo 2010
Il Culto di San Giuseppe a San Martino sulla Marrucina è molto antico ed è collocabile come origine tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo quando inizio’ ad affermarsi fino a scalzare i Santi Patroni originari della cittadina, San Martino di Tour e San Cristinziano. A questo contribuì certamente in gran parte il miracolo attribuito al Santo che secondo la leggenda nel 1799 scaccio’ l’esercito napoleonico che tentava di saccheggiare la cittadina martinese. Fu proprio in questo periodo che San Giuseppe inizio’ ad essere sempre piu’ venerato a San Martino tanto da arrivare ad avere ben 3 festività durante l’anno(I Santi Sposi, la Festa Patronale e il Patrocinio), tutte particolarissime e con echi legati a tradizioni martinesi molto piu’ antiche.
Venne addirittura creata una congregazione laica, “la Congrega di San Giuseppe” per occuparsi del culto del Santo e che oggi è l’unica ancora esistente delle secolari congregazioni martinesi. I membri di questo gruppo, che nelle cerimonie ufficiali indossano un saio bianco con una mantellina azzurro cielo, si occupano di tutto quanto riguarda l’aspetto religioso degli eventi dedicati a San Giuseppe, dalla cura della statua del patrono agli addobbi della chiesa, dalla raccolta delle offerte alla conservazione degli ex voto e sopratutto prendono parte da protagonisti alla processione del Santo, avendo l’onore di portare le insegne della Vergine e l’antichissima croce processionale di San Martino, che viene mostrata in pubblico pochissime volte l’anno. Gli aspetti laici della festa patronale invece sono affidati ad un gruppo di cittadini, che volontariamente si offrono ogni anno e che si riuniscono nel “Comitato”, che ha lo scopo di raccogliere offerte per organizzare le luminarie e gli spettacoli che si terranno in onore del Santo e che allieteranno la sua festa.
Il Comitato solitamente si forma un paio di mesi prima della festa patronale e i suoi membri si recano, molto spesso in costume tipico abruzzese ed accompagnati da strumenti musicali, per le abitazioni di San Martino e dei comuni vicini portato un quadro di San Giuseppe per benedire le famiglie visitate. Nell’ultima settimana prima della festa patronale il Comitato torna in tutte le case di San Martino e porta in dono una pagnotta benedetta(“il pane di San Giuseppe”, una sorta di rosetta con anice, che deve essere consumata facendola sciogliere in bocca e senza entrar a contatto con i denti) e del vino benedetto(il quale mentre viene bevuto deve essere accompagnato da una preghiera recitata mentalmente e dedicata al Santo); la particolarità del vino è legata alla sacralità che la vite ha da sempre nella cittadina, partendo dai benedettini della millenaria abazia martinese sino ai polverieri locali che realizzavano polvere da sparo utilizzando carbone di vite. Ad ogni visita del Comitato è uso dare una piccola offerta per la festa del Santo: è possibile anche, oltre al denaro, donare vivande, come uova, selvaggina o dolci fatti in casa. Tutti questi prodotti vengono raccolti dal comitato e verranno venduti all’asta durante l’evento tradizionale de “Il Carro”, quando nelle due serate della festa patronale si rivivono le antiche emozioni medioevali di una asta in piazza con banditore ed offerenti.
La festa Patronale di San Giuseppe si svolge ogni anno il 18 ed il 19 marzo. Uno dei momenti piu’ particolari è il tardo pomeriggio del 18, quando i fedeli entrano nella chiesa di San Cristinziano tenuta completamente al buio per l’inizio de “L’esposizione”, uno dei momenti piu’ particolari ed emozionanti del culto di San Giuseppe. Alle ore 18,00 in punto infatti l’edificio, completamente al buio, viene improvvisamente illuminato da tutte le luci che vengono accese contemporaneamente, mentre la Statua del Santo, prima nascosta alla vista da un baldacchino, viene mostrata ai fedeli nello stesso momento in cui la Banda fa il suo ingresso nell’edificio inondandolo di suoni e confusione. La cerimonia dell’Esposizione in realtà vuole ricreare il manifestarsi di San Giuseppe ai francesi, quando da povero uomo lacero il Santo si manifesta in tutta la sua potenza e viene inondato da una fortissima luce e accompagnato da un boato che obbliga gli invasori atterriti a fuggire via. Dopo l’esposizione solitamente si tiene il Carro che verrà ripetuto la sera seguente.
Il 19 marzo il momento piu’ importante è la Santa Messa delle ore 11, alla fine della quale si tiene la Processione di San Giuseppe, con la statua portata a spalla dai fedeli e i membri della Congrega di San Giuseppe che la accompagnano nel suo cammino che la deve portare a toccare i 4 punti estremi del centro storico, in modo da benedire simbolicamente tutta la cittadina e i suoi abitanti. Alla fine della processione, quando la statua del Santo torna in chiesa vi è l’antico e famoso spettacolo pirotecnico di San Martino sulla Marrucina, nato oltre un secolo fa quando i numerosi pirotecnici-polverieri martinesi gareggiavano in onore di San Giuseppe. Alla sera, quando terminano le esibizioni dei gruppi musicali che allietano la festa, è un altro spettacolo pirotecnico che chiude la festa, che pur non essendo sfarzosa forse perchè antica espressione di gente modesta e contadina, mantiene allo stesso tempo la consapevolezza nei martinesi della loro particolarità e l’orgoglio del loro essere. Il culto di San Giuseppe a San Martino, come molti altri culti in diverse culture e situazioni, dimostra come un evento religioso possa trascendere la sola sfera spirituale e venir a parlar della comunità che questo evento rinnova ciclicamente, dei suoi cambiamenti, delle sue particolarità, della sua storia e delle sue tradizioni. Una pagina di un libro perpetuamente letto, tramandato in gesti, abitudini, riti e continuamente in evoluzione con la comunità che lo genera e che attraverso di esso cambia ma allo stesso tempo trattiene inalterati ricordi del suo millenario passato.
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