Arte aquilana negli Usa: il Trittico di Beffi in tour

Un’opera d’arte simbolo dell’Abruzzo in mostra nei musei degli USA

Il trittico, che prende il nome dal luogo di provenienza – Beffi, piccolissimo borgo medievale oggi frazione di Acciano (Aq) – è un’opera d’arte che, negli Stati Uniti, è ormai assurta a simbolo del vasto patrimonio culturale abruzzese danneggiato dal sisma del 6 aprile.

Datata agli inizi del XV secolo, la tavola è stata realizzata dal cosiddetto Maestro del Trittico di Beffi, ignoto pittore (forse seguace di Taddeo di Bartolo) attivo, tra la fine del ‘300 e il 1425 circa, nella Valle Subequana e ritenuto, tra l’altro, autore degli affreschi di San Silvestro a L’Aquila.

Già esposto alla National Gallery of Art di Washington, il trittico è attualmente in mostra all’interno del Museum of Art di Reno (Nevada); rimarrà in questa sede fino all’11 aprile 2010, per poi completare il tour americano presso il Getty Museum di Los Angeles (non sono tuttavia escluse altre tappe per il futuro).

Prima del terremoto la tavola si trovava presso il Museo Nazionale de L’Aquila, ubicato all’interno del Castello Spagnolo e rimasto – com’è noto – lesionato dal sisma, con il conseguente trasferimento di numerose opere in altri luoghi (soprattutto a Celano).

Le notizie diffuse intorno al Trittico di Beffi non vanno oltre la sua provenienza dal museo aquilano, ma da Antonio Bini sappiamo che l’opera era stata concepita per l’antica chiesa – poi divenuta monastero benedettino – di Santa Maria del Ponte (documentata a partire dal 1138 e ampliata a partire dal XIV secolo), dove è rimasta per ben cinque secoli.

La chiesa (detta anche di Santa Maria Assunta) si erge tuttora isolata in un borgo fortificato a circa trenta chilometri dal capoluogo, nel territorio del comune di Tione degli Abruzzi, ed ha subìto anch’essa danni a causa del sisma, tanto da essere stata dichiarata inagibile.

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ncora consacrata ma solitamente chiusa al pubblico, è costituita da tre navate con abside e oratorio e da un battistero a forma di edicola.

La facciata principale, in stile romanico-gotico, presenta nell’archivolto del portale un affresco del XIV secolo raffigurante la Vergine; al di sopra dell’abside campeggia invece una Crocifissione. Nelle pareti compaiono lacerti di affreschi molto deteriorati e lacunosi.

Della primitiva chiesa romanica restano ancora alcuni elementi architettonici, come il muro di fondo, i pilastri e l’abside con le monofore, inglobati nelle ricostruzioni ed ampliamenti avuti nel ‘400 e nel ‘600. Sulla facciata laterale è riportata invece la data del 1807 (forse riconducibile ad un successivo rifacimento), mentre gli ultimi restauri risalgono agli anni 1967-68.

L’interno un tempo accoglieva opere d’arte d’ogni tipo, tra cui appunto il prezioso Trittico di Beffi, che mostra nel pannello centrale – cuspidato – la Madonna in trono con il Bambino. Nella tavola sinistra, a partire dall’alto, sono rappresentate alcune scene della vita di Cristo (come l’Annuncio ai pastori e la Natività), mentre a destra, salendo dal basso, figurano la Morte e l’Incoronazione della Vergine).

Sovrastata da una grande tetto a cassettoni, l’opera era in origine collocata alla sommità dell’altare maggiore della Chiesa di Santa Maria del Ponte, da dove è stata rimossa per ragioni di sicurezza dopo il terremoto del 1915.

‘Scampato’ all’ulteriore sisma dell’aprile 2009, il trittico è espressione di un’arte strettamente connessa al luogo e al contesto in cui l’opera stessa è stata ideata, oggi conosciuta e ammirata – dai visitatori di tutto il mondo – anche oltreoceano.

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