Esposti in Svizzera i dipinti ‘informali’ del pittore abruzzese
È attualmente in corso (21 gennaio – 23 marzo 2010), presso l’Ospedale regionale di Lugano, una personale di Tonino Melchiorre dal titolo “Tra l’acqua e il fuoco”, a cura dello storico dell’arte ticinese Gian Franco Ragno.
In mostra circa cinquanta quadri dell’artista abruzzese, dislocati su tre piani all’interno dell’ospedale, che propongono – sulla scia dell’Informale materico rappresentato da artisti come Alberto Burri e Lucio Fontana – l’unione di due elementi in opposizione tra loro: l’acqua con la sua trasparenza e l’energia del fuoco.
Si tratta di opere rappresentative degli ultimi dieci anni di produzione artistica del pittore, caratterizzate dalla cosiddetta tecnica della “cucitura”, mediante la quale diversi tipi di tela – yuta, cotone, lino ed altro – sono legati appunto da ‘cuciture’, appositamente create per ottenere una superficie pittorica molto lavorata e stratificata.
Nello specifico in questa mostra Tonino Melchiorre indaga “quella sottile linea di demarcazione che esiste tra l’acqua e il fuoco” – dal cui conflitto si generano nuovi orizzonti di vita – ovvero “uno stato mentale, una condizione psicologica in grado di portare tensioni emotive nuove e a volte forti e vitali”.
Due gli elementi (acqua e fuoco) su cui è incentrato l’interesse dell’artista, dunque, ma in realtà sono i colori della terra a dominare nelle opere: le tonalità del nero, del rosso e del verde si presentano allo spettatore nelle loro infinite combinazioni e possibilità – in funzione del materiale con cui convivono – allo scopo di creare una “geografia umana” vista da lontano, oppure ingrandita al microscopio dalla ‘lente’ dello spettatore che ne viene coinvolto.
Per fare ciò l’artista si serve di un materiale – certo non nuovo nella storia dell’arte – che presenta delle forti valenze di plasticità e allo stesso tempo di dinamicità e conflitto: il catrame.
Pur trattandosi di quadri (superfici tradizionalmente considerate bidimensionali), “Tra l’acqua e il fuoco” è un’esposizione che esprime il senso e il ‘suono’ della profondità: dal pigmento proviene cioè un intenso ‘rumore’ primordiale, che insieme è “vita, trasformazione, materia e spirito”, tutti elementi amalgamati e compenetrati tra loro per creare una forza generatrice di nuova energia.
La materia e il colore, la trasparenza e l’energia, lo spirito e il corpo: attraverso questi dualismi le opere di Tonino Melchiorre offrono la possibilità di osservare un’insolita prospettiva di vita, che si alimenta di un impasto cromatico denso e della creazione di scenari in evoluzione.
Tonino Melchiorre è nato nel 1961 a Gessopalena (Ch), ma vive e lavora ad Oggiono (Le). Fin dagli esordi in pittura, interpreta la ricerca artistica come fattore interno e scatenante della produzione pittorica stessa. Ha esposto in molte città italiane – soprattutto nel Nord Italia – e, nel 2006, nell’ambito di una collettiva a Parigi.
La sua prima personale risale al 1985, una mostra strettamente legata alla “Cultura dell’Angoscia“. In sèguito la ricerca di Melchiorre si è rivolta ad una ‘lettura’ interna alla pittura stessa, basata sul confronto dialettico tra “il segno infantile e il colore adulto”.
I suoi ultimi lavori, compresi sempre nell’ambito della corrente Informale, sono invece indagini pittoriche sull’ ‘apparenza’. In realtà, Tonino Melchiorre con le sue recenti opere ci riporta a quella che sembra essere l’unica, vera condizione dell’uomo: “la condanna a pensare, a conoscere oltre le apparenze”.
Info mostra:
dal 19 gennaio al 23 marzo 2010
Ospedale Regionale di Lugano – via Tesserete, 46 6903 Lugano (CH)
orari di visita: tutti i giorni dalle 8.00 alle 20.00
