Fondazione Gismondi & Tina San

Si è costituita a Terracina in provincia di Latina una fondazione museale ove saranno esposte opere di pittura, scultura e grafica di Federico Gismondi e Tina San, due artisti abruzzesi assai noti, rispettivamente marito e moglie, con all’attivo ormai una carriera a livello internazionale.

Nato a Balsorano nel 1936, Federico Gismondi è scultore, pittore, grafico e poeta. All’inizio del suo brillante itinerario artistico, è stato molto impegnato nel movimento sindacale della C.I.S.L. ed è stato anche promotore di grandi eventi culturali. Infatti nel 1987 ha redatto con Giorgio Di Genova il Manifesto Azzurro per la pace presentato a Baghdad e sottoscritto da 120 artisti e critici di 22 nazioni, mentre l’anno successivo ha curato a Boville Ernica, in provincia di Frosinone, una mostra degli artisti del manifesto. Gismondi ha tenuto numerose personali in Italia e all’estero, talora insieme alla consorte Tina San. Da ricordare quella intitolata “Immagini archetipe e favolistiche dell’universo contadino con Tina San, itinerante in diverse città d’Abruzzo (1988), e poi quella al Museo Nazionale di Città del Messico curata da Floriano De Santi. Per quanto riguarda le rassegne, egli ha preso parte ai Premi Avezzano, Valle Roveto, Alternative Attuali all’Aquila, Biennale del bronzetto a Padova, Triennale d’Arte Sacra di Celano, Biennale d’Arte Sacra di Pescara, e così via. L’artista, che per eseguire le sue sculture si serve di vecchi legni e di pietra pomice, ha prodotto disegni per illustrare volumi. Tra questi l’Iliade di Omero, i Tristia di Ovidio con traduzione di Giuseppe Rosato, a cura di Nando Taccone. Ha curato la I Biennale costituente il Museo dell’arte ciociara del novecento a Veroli.

Tina San (Santina) è nata a Ridotti di Balsorano nel 1936 ed è pittrice e scultrice naïf autodidatta; moglie dello scultore Federico Gismondi, comincia a dipingere i primi quadretti a 24 anni. Poi si cimenta anche nella scultura, modellando piccole statue in creta e realizzando opere polimateriche con residuati di giocattoli, ferri, legni, stoffe, corde, carte con colla, opere che poi dipinge con colori espressionistici. A questa attività pittorica e plastica, unisce anche l’interesse per la grafica. Pubblica cartelle di acqueforti (Le Zurle, Sogno di Primavera). Nel 1975 tiene la prima personale a Vico Equense (NA) e due anni dopo alla Galleria La Feluca di Roma, nella quale Antony Quin acquista un suo dipinto. Si susseguono personali in importanti spazi (Art Gallery di Milano nel 1978, Galleria Bertrand di Maastricht nel 1980 e sempre lo stesso anno Galerie Florimont di Losanna). Intanto ottiene significativi riconoscimenti per il settore dell’arte naïf, come il premio La Parete alla rassegna degli artisti naïf italiani di Luzzara, nella cui pinacoteca entra con il dipinto” La Madonna dell’Aviatore”. Dopo alcuni anni, nei quali espone con Federico Gismondi, nel biennio 1992-’93 visita il Canada e soggiorna per 5 mesi a Città del Messico. Numerose le monografie sulla sua opera firmate da illustri critici quali Di Genova, Crispolti, De Micheli, Margonari, Gasbarrini. È presente con un’opera alla Pinacoteca Francescana di Falconara Marittima e in altri musei e pinacoteche.

Queste le brevi note biografiche dei due artisti, il cui sodalizio è esemplare per impegno e serietà. Nella ricerca dei due va riscontrata una comune connotazione riguardante la predilezione per una vita bucolica, semplice, consona ad una civiltà d’altri tempi.. Le sculture di Federico per le quali vengono adoperati, come detto, legni antichi hanno un sapore medioevale assai legato alle tradizioni popolari del territorio, mentre le opere di Tina San sembrano scaturire da una fantasia puerile, ma solidamente legata al godimento estetico grazie alla dovizia dei segni e dei colori. La costituzione nella cittadina laziale di una fondazione a loro nome, è una notizia che va salutata con entusiasmo.