Dedicata a San Vito Chietino

 

I paesi e le città di mare hanno qualcosa in più, una storia che ha le radici profonde nello spazio aperto delle acque, un tempo legato ai diversi orizzonti che si offrono alla vista coniugando e trasformando un sentire all’essere, il divenire all’esistenza e al bisogno di ritrovarsi. 

Il paese si estende sulla collina, le chiese sembrano annodare il nastro colorato delle feste , quando la ricorrenza del santo patrono diventa l’annuncio di una nuova stagione. Non c’è religione più vera e incontaminata se il ritmo temporale della vita e della morte non diventa lo strumento per misurare e accogliere il presente con gli occhi del passato. Da “ capammonde” a “capaballe” la vita quotidiana ha il passo regolare che accompagna e sostiene il contatto con la natura e il suo divenire. Basta guardare ed essere affascinati in un solo momento dalla bellezza di un paesaggio integro e vitale, il mare e le montagne, vicini a proteggere la collina sulla quale le case sembrano darsi la mano e aprirla poi negli spazi destinati ad accogliere le attività e necessità quotidiane: la piazza, la chiesa e il “colle” dove lo sguardo viene catturato dai promontori che si affacciano sul mare e i colori della terra si distendono ad abbracciare lo spazio aperto dell’orizzonte.

Il paese vive e il suo cuore batte con il rintocco delle campane, nell’aria di un tempo amico e presente, quelle radici che negli anni mostrano ancora il legame con le origini. L’inizio e la fine tendono sempre ad unirsi e a rinnovarsi conservando negli anni il volto di un amico ritrovato, un luogo dove tornare a riconoscere e riscoprire i ricordi come pezzi di un mosaico conservato al riparo del tempo.