Franco Barrese: “Imagine – John Lennon, il ritorno del mito…”

Venerdì 26 febbraio 2010, alle ore 22.30 al Piazza Dante Club di Giulianova (Te), Franco Barrese espone “Imagine – John Lennon, il ritorno del mito….

“Osservare le opere di Franco Barrese – spiega la curatrice, Alessandra Angelucci – vuol dire entrare lungo le vie della sua anima, lungo quel percorso di crescita umana ed artistica che lo ha portato a comporre una delle sue più belle “partiture”. Armonica e di ampio respiro, infatti, si presenta… la personale Imagine, ove già il titolo, che l’artista attribuisce alla sua ultima creazione, evoca al lettore ricordi ed immagini del passato che hanno segnato per sempre un’epoca storica; allo stesso tempo spinge l’osservatore a riflettere sul valore semantico della parola e a perdersi, di conseguenza, in un mondo di immaginazione, librandosi verso una realtà di sogno. La personale di Franco Barrese, pittore autodidatta di Città di Castello (PG), ha come leitmotiv l’amore per la musica, il sentimento per ogni espressione più intima dell’arte, il desiderio della pace e dell’amore. Tutto questo viene magistralmente riassunto dal pittore nella celebrazione di un unico nome, un mito del panorama della musica internazionale degli anni Sessanta e Settanta, un personaggio che grazie alla sua voce è diventato un’icona per intere generazioni: John Lennon. Ogni traccia di colore, forte ed energica, disegna sulle tele la viva speranza di quel mondo tanto desiderato, un mondo dove non hanno spazio le guerre e i conflitti tra popoli di diversa provenienza, un mondo in cui «tutta la gente possa vivere una vita in pace». L’artista abbraccia questo messaggio universale e lo traspone sulle tele con l’intento di diffonderlo ancora oggi, in un’epoca in cui la Terra si presenta devastata dai conflitti, persa dietro la scaltra logica degli interessi. Tra le note e le sagome dei pianoforti policromi sembra quasi di poter afferrare la magia delle celebri parole con cui Lennon, in Imagine, si dipingeva sognatore e in cui, con il dono della voce, cantava la fratellanza tra gli uomini. La musica, infatti, non si ascolta soltanto; la musica si rappresenta, si dipinge, si scrive. Si comprende allora la funzione storica del lavoro di Barrese, il voler contestualizzare, nel presente, sentimenti, pensieri e sogni di generazioni passate. Sogni universali, sogni … ancora attuali. La pittura dell’artista acquisisce, quindi, una dimensione temporale (hic et nunc), uno spazio-tempo in cui essa può essere assaporata, assorbita, scoperta, contemplata. Seguendo le linee e gli oggetti, pronti a conferire tridimensionalità alle opere, sono le emozioni a prendere il sopravvento; i sentimenti esplodono in tutta la loro forza, ispirandosi ai toni cromatici vivaci ed accesi. Nell’Arte di Franco Barrese può senz’altro riconoscersi il tratto, la tecnica della Pop Art, che si esprime nel collage di materiali diversi, quali frammenti di chitarre, dischi musicali, spartiti e tasti di pianoforte: elementi materici che conferiscono alle tele un andamento tridimensionale, contrapposto a quello lirico ed etereo del messaggio subliminale. Il ricordo della Popular Art vive anche nello stile dell’artista e nella scelta voluta e consapevole di celebrare un soggetto in particolare, un personaggio, un mito mutuato dalla mitologia odierna, in questo caso quella degli anni Sessanta. La figura di John Lennon, infatti, emerge in tutte le tele; i suoi occhi guardano dritti verso il pubblico ed invitano a riflettere. Così in Love for peace, Eyes, War, l’osservatore è colpito dal magnetismo degli occhi che emergono tra molteplici e sempre nuovi simboli evocativi. Si cattura, in questo modo, il significato delle brevi e profonde parole che si leggono tra le pagine del catalogo: «Ed è in certi sguardi che si intravede… la speranza». Maggiore libertà gestuale, invece, si nota in alcune tele in cui la tecnica del “dripping” (gocciolamento) prende il sopravvento sulla materia come in Fluorescent, le cui immagini di fondo si manifestano assorbite dal caotico intreccio di segni colorati: l’esperienza dell’artista diventa per un attimo solo testimonianza dell’essere e dell’agire. Se volessimo osservare le opere di Franco Barrese con la stessa attenzione di chi, per la prima volta, entra nella sala di un cinema a proiezione già cominciata, potremmo affermare con certezza che sarebbe immediato intendere il protagonista del film e l’idea che ad esso si collega. Le tele dell’artista si presentano come sequenze di una storia mitica, come fotogrammi di una vita dedicata all’emozione e al canto per la libertà. In questo caso, però, la passione emotiva che emerge dalle creazioni, il dinamismo e la vivacità che i colori suggeriscono ad ogni spettatore riconducono al finale di un racconto, ad un film il cui “the end” è già entrato a far parte della storia cinematografica, musicale, generazionale. Gli occhiali di John Lennon che si poggiano sulle tele invitano a non essere miopi di fronte alla realtà che un tempo, e ancora oggi, è segnata da guerre feroci. Le note che si librano leggere nell’aria suggeriscono la volontà del pittore di celebrare la speranza di chi ha voluto disegnare un mondo senza frontiere, di chi ha sognato un mondo unito, di colui che semplicemente… Imagine”.

La mostra è aperta al pubblico fino al 12 marzo 2010.