Case di legno e paglia per la rinascita di Pescomaggiore, uno dei borghi più belli dell’aquilano rimasto distrutto dopo il sisma del 6 aprile. Prima del terremoto ci vivevano 45 persone: oggi (quasi) la metà di loro ha abbandonato il paese, arroccato a mille metri sopra Paganica. I tempi lunghi della ricostruzione hanno rischiato di portare all’abbandono il paese, fino a quando un comitato sorto spontaneamente ha deciso di rimboccarsi le maniche per poter continuare ad abitare la propria terra natia.
Il comitato per la rinascita di Pescomaggiore nasce per realizzare un villaggio autocostruito e autofinanziato per consentire a più famiglie possibili di restare a vivere nel paese attraverso il progetto Eva, acronimo di Eco Villaggio Autoricostruito: a breve, dopo le rifiniture, saranno consegnare le prime case. Paglia e Legno. Il progetto è firmato dagli architetti Paolo Robazza e Fabrizio Savini (Bag studio mobile, con l’assistenza tecnica di Caleb Murray Burdeau). Autogestione si, ma il progetto insiste su 3.000 mq di terreno avuti in comodato da alcuni compaesani, un villaggio di bilocali e trilocali low cost per 22 persone, a minimo impatto ambientale nel rispetto delle vigenti norme anti-sismiche ed edilizie.
“La tecnologia usata – riferisce l’architetto Fabrizio Savini – prevede l’utilizzo del cemento solo per le piattaforme, per esigenze antisismiche. La tecnologia costruttiva prevede l’utilizzo della struttura in legno massiccio, con capriate e tiranti appoggiati ai lati. La tamponatura viene effettuata con balle di paglia, ad alto isolamento termico, che vengono intonacate con reti metalliche”. La paglia, così intonacata, rende le case coibentate. Mentre le pareti a nord saranno chiuse (per la conservazione del calore interno), quelle a sud saranno vetrate, grazie ai quali sarà possibile l’accumulo termico invernale e l’illuminazione naturale degli ambienti.
Non solo paglia: case complete di impianti fotovoltaici (21 Kw) e di fitodepurazione. Poi le compostiere: i rifiuti organici verranno trasformati in fertilizzante per gli orti irrigati anche grazie all’incanalamento dell’acqua piovana proveniente dai tetti e recuperate in vasche di accumulo. Edifici nordici dunque, economici ed ecologici, oltre che autofinanziati. 1770 il numero delle balle di paglia che saranno usate per la realizzazione delle case. Pescomaggiore, il borgo della solidarietà e dell’amore per la propria terra, risorgerà grazie alla paglia: uno dei tanti paradossi della nostra epoca.

Di gran significato la foto, che apre l’articolo sulla rinascita eco-compatibile di Pescomaggiore dal terremoto, che ne ha causato l’abbandono di (quasi) la metà degli abitanti, raffigurante un bambino con il pallone in mano ad indicare l’innocenza, un uomo seduto a rivivere il passato, pur sorvegliando il bambino, un giovane pensieroso a sperare nel futuro e una donna che non si vede, che ci piace immaginare all’interno della nuova abitazione.
Poi, i particolari per la realizzazione di Eco Villaggio, autocostruito ed autofinanziato, specifican-do materiali, tecnologie d’uso e pregi di risultato, descritti dagli architetti di “Edifici nordici dunque, economici ed ecologici”.
Sicuramente un’ottima iniziativa del Comitato che “ha deciso di rimboccarsi le maniche per poter continuare ad abitare la terra natia”.