
Dopo il successo della prima edizione, anche quest’anno viene proposta la rassegna “Eventi d’arte mitteleuropei 2010” promossa dal gemellaggio di due Associazioni Culturali: Arteuropa di Avellino e Aura di Udine che sarà itinerante in diverse città italiane ed estere. La rassegna, curata da Enzo Angiuoni, noto ceramista campano che ne è stato l’ideatore e Luciana Bertorelli artista e gallerista di Savona, dal 6 al 21 febbraio sarà allestita presso la Galleria d’arte “Il Cavallo a Valleggia di Quiliano in provincia di Savona; successivamente, come detto, sarà trasferita in altre città, compresa Pescara sempre in spazi pubblici di grande prestigio come la Reggia di Caserta, il Castello Aragonese di Taranto, la Dogana dei grani di Avellino, il Castello di Bisaccia sempre nella provincia di Avellino. Saranno esposte opere (dipinti, sculture ceramiche e grafiche) di 24 artisti italiani, dell’Austria, della Croazia, nonché di artisti del bacino mediterraneo.
Un rassegna che riflette quindi diverse anime dell’arte e, come vedremo, diversi linguaggi, convinti come sono i promotori che dal confronto tra esperienze di territori e quindi di culture linguistiche diverse possa scaturire un arricchimento non soltanto sul piano strettamente culturale, ma anche umano. Intanto un simile progetto, essendo autofinanziato, offre una possibilità espositiva pienamente libera da condizionamenti critici che spesso sappiamo essere nocivi alla libera creatività degli artisti, sottoposti a pressioni mercantili non sempre rispettose dei valori estetici ai quali sempre dovrebbe attenersi ogni ricerca estetica.
S’instaura poi tra i vari artisti espositori una solidarietà e un interscambio che serve a maggiormente affermare la propria ricerca oltre gli angusti limiti del territorio ove si opera.
Ma veniamo alle opere che saranno presentate e che abbiamo visionato in documentazione fotografica, tutte di rilevante qualità con presenze di autori ormai storicizzati. Si tratta di un variopinto campionario delle linee di ricerca contemporanea italiana e non solo che toccano i vari segmenti, da quello iconico ove il richiamo alla realtà esterna e fenomenica non è mai di impronta verista, a quello astratto che si ramifica in ulteriori determinazioni poetiche e linguistiche da quella geometrica a quella informale, con talvolta richiami ad elementi di concettualità o di pauperismo di materiali evocanti la grande lezione pop nonché l’esperienza dada.
Al di là delle varie posizioni o delle preferenze stilistiche, evidente appare la volontà di rimanere fedeli ad una concezione umanistica dell’arte, intesa come nutrimento dello spirito ed anche godimento estetico dei sensi. Ed allora acquisiscono rilevanza piena in tutti questi lavori esemplarmente documentati nell’elegante catalogo a corredo ove figurano interventi critici di grande spessore elementi determinanti quali l’apologia del colore che è l’anima della pittura, l’eleganza e la raffinatezza della composizione, l’equilibrio delle forme, la componente luministica soprattutto, essendo la luce a fondamento della spiritualizzazione della materia e del soggetto raffigurato.
In tal senso questo autorevole gruppo di artisti intende porsi in aperta antinomia con forme “aberranti” di sperimentalismi linguistici o con ritrovati non certo esaltanti nel produrre arte, come possono essere le installazioni o la video arte e la computer art. L’arte, come ogni attività dello spirito umano, è cosa estremamente seria che comporta un impegno e una dedizione piena, fatta di cultura, di ricerca incessante, di tecnica e di rispetto delle nostre radici. Questi i nominativi degli artisti espositori: Antonia Acri, Giuseppe Amoroso, Augusto Ambrosone, Enzo Angiuoni, Luciana Bertorelli, Letizia Caiazzo, Luigi Francesco Canepa, Giancarlo Caneva, Laura Carone, Roberto Di Giampaolo, Maria Teresa Di Nardo, Claudio Mario Feruglio, Tonina Garofalo, Nicola Guarino, Nadia Lolletti, Bruno Paladin, Nelly Sanzi, Rosa Spina, Pippo Spina, Tommaso Resta, Gernot Schmerlaib, Emanuela Spazzarini, Beatrice Taverneri, Gianfranco Vasile. A rappresentare l’Abruzzo in questa rassegna Roberto Di Giampaolo e Nadia Lolletti.
Che dire? Un plauso ai promotori di questa seconda edizione della rassegna che certamente avrà un meritato successo di pubblico e di critica, con un auspicio: che qualche responsabile istituzionale della cultura faccia propria l’iniziativa fornendo un contributo economico alla medesima in modo che possa essere annualmente reiterata. Del resto il progetto ha una valenza democratica essendo stato ideato e concretizzato grazie all’autofinanziamento, e come tale merita tutto il sostegno di quanti della parola “democrazia” fanno il loro vessillo.


Seconda edizione della rassegna “Eventi d’arte mitteleuropei 2010” promossa dal gemellaggio di due Associazioni Culturali: Arteuropa di Avellino e Aura di Udine, che sarà itinerante e con artisti italiani, dell’Austria, della Croazia e del bacino del mediterraneo.
Dal gemellaggio di due Associazioni e dalla diversa nazionalità degli artisti, la convinzione dei promotori, pienamente condivisa, di conseguire dalle esperienze di territori e quindi di culture linguistiche diverse, un arricchimento non solo culturale, ma anche umano, appare reale.
Conseguentemente le opere presentate lasceranno trasparire potenzialità diverse, bene individuate dall’autore che, nel nominare gli artisti espositori, evidenzia quelli d’Abruzzo: Roberto Di Giampaolo e Nadia Lolletti.
Il successo del progetto, ideato e concretizzato grazie all’autofinanziamento, voglia attuare l’auspicio “che qualche responsabile istituzionale della cultura faccia propria l’iniziativa”, garantendo tante altre meritate edizioni della rassegna.
Parole veritiere ed incisive quelle dell’autorevole critico Leo Strozzieri il quale elogia con forza la serietà con cui “questo gruppo di artisti si è impegnato con piena dedizione a valorizzare la vera Arte,fedeli come dice lo stesso alla vecchia concezione umanistica dell’arte.
A questo punto però,c’è un però ed è quello che in questo gruppo ci sono alcuni artisti che usano, per la realizzazione delle loro opere, il computer.
Allora ben vengano queste “aberranti “sperimentalismi ” in quanto lo stesso magnifico critico dopo aver,”visionato tutte le opere in documentazione fotografica,tutte di rilevante qualità”,non ha notato che alcune sono state realizzate con tecniche digitali. Lo Strozzieri ha scritto:
“Al di là delle varie posizioni o delle preferenze stilistiche, evidente appare la volontà di rimanere fedeli ad una concezione umanistica dell’arte, intesa come nutrimento dello spirito ed anche godimento estetico dei sensi. Ed allora acquisiscono rilevanza piena in tutti questi lavori esemplarmente documentati nell’elegante catalogo a corredo ove figurano interventi critici di grande spessore elementi determinanti quali l’apologia del colore che è l’anima della pittura, l’eleganza e la raffinatezza della composizione, l’equilibrio delle forme, la componente luministica soprattutto, essendo la luce a fondamento della spiritualizzazione della materia e del soggetto raffigurato.”
L’arte digitale se è creata bene equipara quella realizzata con le tecniche classiche, quindi con i nuovi linguaggi informatici si possono ottenere risultati più che validi.
In conclusione ringrazio il critico Leo Strozzieri perché ci fa ben comprendere che non c’è differenza fra le opere digitali e quelle tradizionali purchè siano “sempre rispettose dei valori estetici ai quali sempre dovrebbe attenersi ogni ricerca estetica.”
7 febbraio 2010 Letizia Caiazzo
Riconosco essere stato eccessivo il termine “aberranti” usato a proposito di certi sperimentalismi; comunque non mi riferivo tanto alla computer art, quanto piuttosto a forme di epigonismo sterile che vanno sotto il nome di newdada. Posso invece dire che, dopo aver visionato il sito internet e le opere della gentile artista campana LETIZIA CAIAZZO che ringrazio per avermi letto e rivolto le sue interessanti osservazioni,
trovo di grandissimo interesse i suoi lavori digitali.Lei riesce a stabilire un rapporto lirico con brandelli di realtà esterna asservita ad un ben chiaro progetto. Certo, io sono ancora molto legato ad un fare arte con il pennello o lo scalpello, così come in campo grafico alle tecniche incisorie nobili come l’acquaforte e derivati, ma onestamente riconosco le straordinarie possibilità offerte dall’arte digitale: Caiazzo ce ne dà un esempio probante e mi piacerà scrivere sui suoi lavori. E’ più che una promessa.
Leo Strozzieri
Contenta della sua risposta,la saluto cordialmente.
Letizia Caiazzo