Dieci domande a Mira Cancelli

Nata Pescara, ma da sempre residente a Pianella, la professoressa Mira Cancelli è una di quelle personalità nate con una missione da compiere, quella di spendersi senza freni di sorta per la cultura proponendo iniziative straordinarie a costo anche di un impegno economico personale. Fortunatamente nella nostra regione ce ne sono tante di queste persone che in un recente passato si sono impegnate a tal punto da rendere l’Abruzzo esemplare in campo culturale.

Per fare qualche esempio di operatori culturali che hanno reso e tuttora rendono eccellente la nostra regione quanto a proposte nel settore soprattutto delle arti visive, vorrei citarne alcuni a cominciare dagli indimenticati P.Adriano Di Bonaventura, passionista promotore della Biennale d’arte Sacra di San Gabriele e del Museo Stauròs e Vincenzo Di Giosaffatte ceramista di Castelli che ci hanno lasciato prematuramente. Nel teramano non possiamo non citare le iniziative del gallerista Pasquale Limoncelli a suo tempo tra i promotori del glorioso Premio Mazzacurati.. Ad Avezzano abbiamo Nando Taccone a cui si devono studi storici ed elegantissime pubblicazioni d’arte su Celano e sul Dies Irae del francescano Tommaso da Celano, nonché l’ideazione della Triennale d’Arte Sacra che si tiene al Castello Piccolomini; Sempre in provincia dell’Aquila rilevantissima l’attività di Antonio Gasbarrini con il suo centro di documentazione “Angelus Novus”.

A Pescara una particolare menzione per il gallerista Cesare Manzo le cui rassegne denominate “Fuori Uso” hanno acquisito rilevanza internazionale, come è accaduto anche alle mostre dantesche di Torre De’ Passeri che con entusiasmo ancora giovanile il professor Corrado Gizzi organizza annualmente, sempre documentate da splendidi volumi monografici. Nel territorio pescarese iniziative ragguardevoli vengono periodicamente promosse da Lucrezia De Domizio in quel di Bolognano, ove sono conservate preziose testimonianza e della sua frequentazione e solida amicizia con il grande Beuys. Un altro importante personaggio abruzzese, anche se residente per molti anni a Milano, a cui molto deve il nostro Abruzzo in termini culturali per aver istituito musei e raccolte civiche è Alfredo Paglione (recentissima è l’istituzione del Museo all’aperto di pannelli ceramici nel suo paese natio Tornareccio). Fatta questa non certo esaustiva carrellata di promotori culturali abruzzesi che sovente, come detto, anche con impegno economico personale e quindi senza finanziamenti pubblici rendono fertile di splendide iniziative artistiche le città ove risiedono, torniamo a Mira Cancelli.

L’artista risiede a Pianella, ove ha fondato la rassegna d’arte “Ricerche contemporanee”, attraverso cui è stata istituita la Pinacoteca Civica. Allieva di Tommaso Cascella, ha coltivato sia la pittura, come anche la ricerca storica, pubblicando volumi monografici sulle città di Cepagatti e Pianella. Notevole anche la sua produzione nel campo della scenografia, così come assidua l’opera di promozione culturale attraverso i cosiddetti corsi di alfabetizzazione. È coordinatrice del Gruppo Cepagattiamo, che ha sede nel suo studio di Cepagatti e che ha per finalità la rivalutazione dei personaggi e delle radici culturali del territorio. Diversi i cicli pittorici da lei eseguiti, a cominciare da quello su Anna Frank, Primo Levi e Zlata Filipovic, esposto in una memorabile mostra all’Archivio di Stato di Pescara nel 1997.

L’artista ha anche eseguito diverse opere d’arte sacra per luoghi di culto, come quelle conservate a Cepagatti: pale d’altare nella Chiesa di Santa Lucia, Via Crucis per la Chiesa del Carmine, vasto ciclo di murales per il cimitero. La sua pittura è spesso ispirata a grandi avvenimenti storici contemporanei come l’Olocausto, nonché a famose opere letterarie: basti pensare alle tavole interpretative de “La figlia di Iorio” e “La Fiaccola sotto il moggio” di Gabriele D’Annunzio e “Fontamara” di Ignazio Silone. Una sua opera è stata acquisita dalla Pinacoteca Francescana di Falconara Marittima. Nel 2006 l’artista pubblica il volume “Viaggio nel tempo…nell’isola del mio cuore”, nel quale ripercorre la storia e le tradizioni popolari di Cepagatti, comune nel quale ha uno studio.Questo un suo sintetico profilo biografico, ma per meglio conoscere questa donna nota in tutta Italia non solo come artista, ma anche come ricercatrice storica e delle tradizioni popolari, operatrice culturale le abbiamo rivolto 10 domande.

1) Professoressa, lei pur essendo nativa di Pescara ha sempre operato culturalmente a Pianella dove risiede e a Cepagatti dove ha lo studio. E’ stata docente formando generazioni di giovani alcuni dei quali sono ora amministratori della cosa pubblica che ancora vedono in lei la guida per quanto riguarda le attività culturali delle quali parleremo più avanti. Ci vuol ricordare gli anni del suo insegnamento e dell’opera di due sindaci molto attivi come Giorgio D’Ambrosio e Manuela Pierdomenico grazie ai quali Pianella è salita alla ribalta nazionale nel campo delle arti visive?

R. Vivere in provincia può essere una situazione particolarmente positiva, se si pensa che Pianella e Cepagatti hanno una posizione ideale tra due città come Chieti e Pescara nelle quali si trovano le associazioni culturali di cui sono socia da molti anni e quindi è possibile respirare e godere il clima di manifestazioni prestigiose. Il vantaggio sta nel trovare momenti di riflessione e operativi nei miei studi di Pianella e Cepagatti. A Pianella trovo una partecipazione attiva da parte degli amministratori che danno importanza alla cultura. E’ dello scorso anno l’inaugurazione di una raccolta di “Pagine di storie pianellesi” che esaltano personaggi e persone semplici che hanno fatto la storia di Pianella in ogni campo, sia politico che di solidarietà, di artigianato, di tradizioni, ecc. Tutti cimeli ora in mostra permanente nel restaurato Palazzo della Cultura con notevole consenso di visitatori e dei cittadini.

2) Torniamo ancora più indietro negli anni; lei in famiglia ha avuto una madre che è stata in contatto epistolare se non erro con lo scrittore Francesco Jovine. Ce ne vuol parlare?

R.Nella mia famiglia sono vissuto con forti stimoli culturali. Maia madre è stata compagna di studi dello scrittore Francesco Jovine, e indugiava spesso con i suoi ricordi; le poesie che in giovinezza egli le scriveva le conservo con alcune lettere. E si approfondivano con le opere del molisano i discorsi culturali.

3) Veniamo ai nostri giorni. Lei ha seguito le varie edizioni del Rosone d’oro a Pianella conoscendo e stringendo rapporti con illustri personaggi come Montalcini, Zichichi, ecc. Ci può raccontare qualche aneddoto a tal proposito?

R. Le 12 edizioni del Premio di letteratura, scienze e arte organizzato dalla Pro Loco di Pianella, mi ha visto sempre entusiasta, essendo anche l’unica donna dell’associazione, ed ha portato nella nostra cittadina personaggi di livello internazionale. Ho ospitato nel mio studio Giorgio Bassani, Eugenio Evtushenko che ha portato nella sua Mosca uno dei miei “Galli” che cantano con gli occhi chiusi, perché la musica la sanno a memoria, per esprimere la gioia di vivere; questo lo entusiasmò! Con la professoressa Montalcini ho trascorso un giorno intero, quando nel 1988 la prelevai a Bologna all’hotel Carlton, perché a Pianella doveva ricevere il”Rosone d’oro”, premiata per le scienze e per le sue ricerche sul fattore di crescita del cervello umano. Una donna fragile, ma un gigante di cultura e signorilità preoccupata di non trovare un gioiello che poi ritrovò nella sua stanza, prezioso, perché era ricordo della sua mamma.!

4) Sempre a Pianella lei si è fatta promotrice di attività culturali straordinarie come la rassegna di arti visive “Ricerche Contemporanee” e l’istituzione d’una pinacoteca civica. Come è riuscita a sensibilizzare gli amministratori che di solito sono incuranti della cultura?

R. Le otto edizioni di “Ricerche contemporanee” rassegna di arti visive sono state realizzate grazie alla sensibilità e lungimiranza di due sindaci di Pianella, prima la dott.ssa Manuela Pierdomenico poi quella più incisiva del dott. Giorgio D’Ambrosio, sindaco per più mandati, che porterà ad aprire una Pinacoteca Civica con le opere acquisite nelle varie edizioni presso il Palazzo della Cultura.

5) Lei oltre che operatrice culturale è anche apprezzata pittrice ed in tale veste ha eseguito numerosi cicli pittorici come quelli sull’Olocausto e sulle opere di Silone e D’Annunzio. Ce ne parli brevemente.

R.Mi sono interessata di cicli pittorici ispirati ad eventi storici e testi letterari essendo stata per 40 anni docente di discipline artistiche e considerando la storia maestra di vita e di civiltà, da proporre, attraverso illustrazioni, all’attenzione degli alunni la cui memoria visiva li avrebbe aiutati ad arricchirsi ancor più. L’Olocausto di ieri con A. Frank, Primo Levi, è stato esposto a contatto con quello di oggi di Zlata Filipovic di Sarajevo e quello del Ruanda che ha reso l’Africa più amara. Il fascino della tradizione, i problemi con D’Annunzio e Silone che con le loro opere hanno fatto della mia terra d’Abruzzo il centro di interessi culturali di tutto il mondo, se non la promuoviamo questa terra noi abruzzesi, chi deve farla conoscere?

6) In qualità di storica ha fatto importanti studi sulle tradizioni popolari. Perché lei annette tanta importanza alle nostre radici in un mondo globalizzato?

R.Ognuno, pur in un mondo globalizzato, non deve perdere le proprie radici, a maggior ragione se sono pregne della poesia delle tradizioni lievito di ricordi, di eventi legati alle stagioni, alla religione senza la quale l’uomo perde credibilità etica e culturale.

7) A Cepagatti lei ha eseguito insieme ai suoi alunni murales illustranti la storia del paese. Purtroppo oggi sono in stato di abbandono. Cosa fare per salvarli?

R.I murales di Cepagatti hanno destato tanto interesse e mi hanno dato molta notorietà. Ogni anno li ho restaurati d’estate, sempre a mie spese; se l’amministrazione mi sostenesse con aiuto umano di braccia volenterose sotto la mia guida, sicuramente non si perderebbero perché ora esistono fissativi resistenti soprattutto nei muri nuovi! Gli anni passano e le forze mancano…

8 ) Sempre a Cepagatti grazie al suo intervento negli anni scorsi si è installato un monumento ai caduti dello scultore fiorentino Loreno Sguanci. Ci racconta come è stato possibile realizzare quest’opera assai singolare in quanto assestata su una ricerca astratta non certo molto gradita ai più? Inoltre anche qui è stata allestita una raccolta di opere illustranti le figure di Angelo Scarano e Raffaele D’Ortensio.

R.A Cepagatti, mio paese dell’anima, per il quale ho fatto follie per iniziative ed operosità, ho cercato di sensibilizzare l’amministrazione che bandì allora il concorso per il Monumento ai caduti; la esortai a dotare di un’opera di arte contemporanea, specchio del nostro tempo, la nostra cittadina e fu installata un’opera dello scultore fiorentino Loreno Sguanci “Le ali della memoria”, che avrebbe però avuto bisogno di spazio per poter spiccare il volo ed essere maggiormente compresa nella sua valenza illustrativa, purtroppo posizionata alla base di un monumento medioevale com’è la Torre Alex emblema del paese, che si condizionano a vicenda per mancanza di quello spazio di cui entrambi si esalterebbero! Per onorare i due illustri cittadini Raffaele D’Ortensio (1807-1881 ) patriota, latinista canonico e Angelo Umberto Scarano (1880-1970) poeta scrittore avevo avuto la collaborazione del critico d’arte Leo Strozzieri e, con il contributo di 12 valenti artisti, si era avviata una costituenda Pinacoteca Civica anche a Cepagatti, ma purtroppo la poca sensibilità di chi era preposto alla conservazione, ha dislocato in più ambienti la raccolta facendole perdere la funzione didattica. Ci si augura in un ripensamento ora che ci si accinge nel 2011 a commemorare D’Ortensio per il 150° dell’Unità d’Italia!

9) Lei ha anche eseguito una stupenda Via Crucis. Le domando: e’ ancora possibile fare autentica arte sacra in un mondo secolarizzato come quello odierno?

Le Via Crucis (realizzata in cotto, su legno, su cartone anche da me) costituiscono il patrimonio su cui la fede cristiana deve anteporsi a tutte le altre forme d’arte delle altre civiltà; monumento di gratitudine a chi ha immolato la sua vita per redimere la nostra! Vero emblema di cristianità.

10) So che lei ha un archivio straordinario con documenti preziosissimi sui quali attualmente sta lavorando una ricercatrice che si concretizzerà con una ponderosa opera entro l’anno corrente. Ci può anticipare qualcosa in merito?

Dopo tanto lavoro fatto di passione, amore, impegno e volontà, desidero lasciare ai miei figli e ai miei estimatori il fascino di quelle immagini e di quei documenti conservati per dare corpo ad una monografia che testimoni la mia voglia non di apparire, ma di essere stata testimone del mio tempo, utile e prezioso!

Mi piace chiudere questa intervista con questa donna veramente straordinaria soprattutto per l’entusiasmo con cui riesce a contagiare soprattutto i giovani (chi abbia avuto la fortuna di conoscerla me ne darà atto), promettendo che la nostra rivista si prenota già per recensire questa monumentale sua monografia che vedrà la luce entro l’anno corrente.