La solidarietà, e le recenti sciagure dell’Abruzzo e di Haiti lo hanno dimostrato, è quel grande sentimento che unisce ed affratella tutti gli abitanti della terra accomunati da una situazione di difficoltà e di dolore. E’ indubbiamente un qualcosa di bello pensare e sapere, come dire un fatto importante sotto il profilo strettamente umano, che in particolari momenti della vita quando ti senti solo ed affranto in realtà non sei solo c’è sempre un tuo amico, un fratello, un estraneo pronto a sostenerti in tutti i modi. Fosse pure con una sola parola di conforto che in particolari circostanze vale più di tante cose superflue.
E’ un momento importante racchiudente un significato profondo, fatto di sensibilità e considerazione,che non può e non deve rimanere inosservato. Occorre al contrario porre l’accento su tutte quelle iniziative atte a mantenere in auge il grande valore della solidarietà quale momento di coesione e di sostegno reciproco nelle tante problematiche quotidiane e nelle situazioni di emergenza. Tutti hanno bisogno di una parola buona, un gesto, un sorriso, una carezza che li faccia sentire meno soli in momenti no della vita quando il mondo sembra volerti crollare addosso. La gente Abruzzese, forte e gentile per tradizione, è pienamente coinvolta in questi sentimenti e ben si impegna , da sempre, in tali iniziative che garantiscono conforto e sostegno a chi versa in condizioni di difficoltà. Amo ricordare un episodio che in qualche modo ha segnato la mia esistenza ed avvenne cinque anni fa a Montereale nella RSA( Residenza Sanitaria Assistita).
Come Confraternita di S. Rocco di Cabbia di Montereale avevamo organizzata una serata di beneficenza per gli anziani ospiti della struttura sanitaria ubicata nel territorio del nostro Comune. Era il 27 dicembre a ridosso del Natale,nel pieno rispetto delle nostre costumanze avevamo trascorso e festeggiato a Cabbia, ed in un incontro a casa di Dora si era decisa l’iniziativa. Comperammo dei panettoni dei dolci qualche bevanda e dei piccoli doni da portare agli ospiti; contattammo il parroco di Montereale, don Serafino Loiacono, che diede immediatamente la propria disponibilità e vestiti da Babbi Natale e Befane ci incamminammo alla volta di quel luogo di sofferenza. Tutta la struttura era in” subbuglio “ le infermiere avevano predisposto il salone del primo piano dove terminata la funzione religiosa iniziarono i festeggiamenti. Davvero una bella serata in cui prima di congedarci dai presenti ci recammo a salutare coloro che purtroppo erano allettati.
Una parola di conforto per tutti e qui l’episodio che segnò la mia , per così dire, serata. che ancora oggi a distanza di cinque anni mi ricrea la stessa sensazione di tristezza per cui tante volte mi sono chiesto come è possibile in nome di un qualsiasi interesse economico abbandonare al suo destino persone che ti hanno data la vita. Ero con mio fratello gemello entrammo in una stanza dove c’era una signora in età avanzata ma ancora bella d’aspetto con lo sguardo perso nel vuoto verso la finestra. Salutandola le chiedemmo perché non era scesa a festeggiare con noi e lei di rimando, con i suoi modi gentili ed una tristezza che si toccava con mano, ci disse che la vita per lei era finita il giorno in cui era arrivata alla RSA. Alla nostra richiesta di spiegazioni continuò con le lacrime agli occhi: ”Io che da maestra elementare ho educato ed istruito intere generazioni non avrei mai pensato di finire i miei giorni tra queste mura lontana da tutti”. Ci raccontò che per un triste gioco del destino era rimasta vedova qualche anno prima e le sue due figlie, cui aveva assegnato a ciascuna un appartamento all’Aquila, avevano litigato tra di loro e non ne avevano più voluto sapere di lei per cui l’unica soluzione era la casa di riposo.Sono convinto che quei pochi minuti di conversazione con quella sfortunata donna siano stai utili almeno darle un minimo conforto.
Per continuare e rimanere in questo contesto di solidarietà – uno dei valori assoluti della mia vita poiché fermamente convinto che se finisce questo sentimento il mondo stesso si avvia verso un declino inesorabile – voglio informare i lettori di questa autorevole testata, al servizio dell’Abruzzo e della sua gente, di un’analoga opera di sostegno al mondo scolastico Aquilano. Nel quadro dell’iniziativa dell’Associazione Planet Onlus promotrice del progetto “ ADOTTIAMO UNA SCUOLA ABRUZZESE” in collaborazione con alcune scuole del VII Municipio del Comune di Roma, tra cui L’Istituto Tecnico Industriale “Giovanni Giorgi” diretto dal Prof. Carmine Giammarini di Cabbia di Montereale, consegnerà alla Dirigente della direzione didattica di Paganica , Prof.ssa Maria Corridore,un assegno da ventimila euro quale contributo per la sistemazione delle scuole di Torretta, Gignano e S.Elia. ( AQ ) La cerimonia di consegna, alla presenza dell’Avv. Francesco Figliomeni, presidente dell’Associazione Planet Onlus, si terrà nella Sala Protomoteca del Campidoglio mercoledì 3 febbraio 2010 alle ore 17.30.
In tale circostanza verranno illustrate le tante iniziative benefiche dell’Associazione e si darà conto dello stato di avanzamento dei lavori di costruzione – che dovrebbe essere inaugurata a marzo 2010 –di una grande scuola alberghiera nelle favelas brasiliane a Canavieiras nello stato di Bahia finalizzata alla crescita culturale scolastica e lavorativa dei ragazzi del luogo. Grazie a quanti hanno contribuito,tutti sono invitati a partecipare


Complimenti all’Associazione Planet Onlus che ha lanciato l’iniziativa a favore delle scuole Abruzzesi e non solo. La soliderietà può essere manifestata in tanti modi e questa iniziativa lo dimostra.
Così come l’episodio che hai raccontato. Immagino quanto soffra quell’anziana maestra elementare per la solitudine che suo malgrado è costretta a vivere.
Armando
ciò che viene espresso in questo articolo è qualcosa di così importante, non tanto per la parte materiale, ma per il gesto che sicuramente è di conforto per chi si sta odoperando affinchè si possa tornare al più presto ad una vita normale.
la storia della maestra è un esempio di come si stanno perdento certi valori che per noi sono stati il fulcro della vita.
Solidarietà vuol dire “condividere” i problemi; è l’ amicizia verso tutti gli uomini, qualunque sia la loro lingua, la loro razza, la loro età. Fortunatamente ci sono queste meravigliose associazioni e queste stupende persone che aiutano, nel loro possibile, tutto coloro che si trovano in condizioni di bisogno, portando disponibilità e calore umano. Non ho parole per esprimere la mia indignazione sulla storia della povera anziana maestra.
Belle parole che esprimono un concetto che sempre più persone dovrebbero comprendere a fondo ed applicare.
Per questo, mi congratulo vivamente con queste associazioni, che riescono a far rinascere il sorriso dove non c’era più speranza.
Solidarieta’ sincera e` stata quella dimostrata da voi in occasione della visita alla RSA per portare conforto ed amicizia cosi’ come quella dimostrata in occasione dell’iniziativa “Adottiamo una scuola abruzzese” e la figura dell’anziana maestra e` il filo conduttore di tutto l’articolo, con la preoccupazione per la rinascita con profonda riflessione su cio’ che poteva essere la sua “vecchia scuola” e su quello che sara’ il futuro.
Rita
Toccante la serata nell’RSA di Montereale….
purtroppo questo ci dimostra (e l’insegnante in pensione letteralmente abbandonata dalle figlie ne è l’esempio lampante) che purtroppo abbiamo perso tanti, troppi valori…
Voglio invece sperare che un giorno tutti indosseremo quei vestiti da Babbo Natale o da Befane per portare un sorriso a chi ne ha più bisogno…
Complimenti a Carmine Giammarini per quanto sta facendo e per quanto sicuramente continuerà a fare per dare una mano ai meno fortunati….
Tutti hanno bisogno di una parola buona, un gesto, un sorriso, una carezza che li faccia sentire meno soli.. bellissime parole come il tuo articolo caro Nando. La solidarietà è un gesto di benevolenza e comprensione, ma soprattutto uno sforzo attivo e gratuito, per venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che ha bisogno di un aiuto,e per farci stare meglio, si è così, quando si aiuta con il cuore chi ha bisogno ci si sente meglio, anche con se stessi.La solidarietàè un valore che non và perduto, ma coltivato come ci hanno insegnato i nostri padri. Ho provato tristezza ne leggere l’aneddoto dell’ anziana maestra abbandonata anche dalle sue figlie, ma queste per fortuna sono solo delle eccezioni. Comunque anche se se si rimane soli, deve rimanere sempre la voglia di andare avanti e la speranza che qualcosa cambi, perchè la vita è sacra.
faccio i miei complimenti all’Associazione Planet Onlus che aiuta le scuole dell’Abruzzo e delle scuole di Salvador de Bahia in Brasile.
Grazie Nando per i tuoi interventi così interessanti. Roberta
non ho parole nel leggere questo bellissimo articolo,ricco di cose belle ma anche di cose che fanno accaponare la pelle come il destino di quella signora.Mi viene in mente un detto che mi diceva sempre la mia mamma…. “un genitore alleva 10 figli,ma i 10 figli non sanno guardare i genitori”, e di questi casi quanti ve ne sono.Vero, bellissimo sapere di esere solidali con chi ne ha bisogno,ma impariamo a farlo in ogni momento della vita,non solamente quando ci sono cose brutte come il terremoto,un alluvione,ma se ci guardiamo attorno quante persone hanno anche solo bisogno di una parola,di un sorriso,di un abbraccio o una spalla x poter piangere e attorno a loro trovano solo buio e desolazione.Solidarieta’ è una parola molto difficile da capire,ma molto facile da attuare,deve partire dal cuore di ogniuno di noi perche’ questa si avveri con tanta gioia.Veramente eccezionale l’iniziativa ADOTTIAMO UNA SCUOLA ABRUZZESE,per far ritornare questi ragazzi nel loro clima ormai perduto della scuola.Come sempre caro Nando sai trasmettere nei tuoi articoli delle emozioni eccezionali e leggerti molte volte ci porti a delle riflessioni di vita.
gabriella
leggendo questo articolo non trovo parole . Solo bravo Carmine e bravo Nando.
Come al solito le tue cronache sono molto toccanti, questa con la visita alla RSA di Monteresale ancorà di più. Splendida anche l’iniziativa del prof. Giammarini dell’ITIS “Giorgi” nell’adottare una scuola Abruzzese, grande esempio di gemellaggio.
Bravi Nando e Carmine
Bruno
Sono commossa, l’episodio della maestra in pensione mi ha fatto ripensare ad una mia carissima Zia. E’ bello sapere che ci sono persone come te Nando e come Tuo fratello il Prof. Nello ……………
La sofferenza ,che è solo un sintomo di quella vulnerabità che caratterizza la condizione umana,si può tollerare e forse accettare solo quando altri la condividono.Ripartire con il trasmettere ciò alle nuove generazioni trovo sia l’investimento più corretto per superare l’individualismo e il solipsismo che caratterizzano la società contemporanea. Complimenti ancora una volta ai miei amici Nando e Nello che da sempre si adoperano con impegno ed entusiasmo a far si che le nuove generazioni non dimentichino le tradizioni e quei valori fondanti della cultura abruzzese che con forte spirito di abnegazione i nostri genitori ci hanno trasmesso.