poesia – Nostalgie ascolane

NOSTALGIE ASCOLANE

Pagine intense di nostalgia,
accumulate nei teneri anni,
le vedo radicate nei tuoi pensieri.

Nel giardino della memoria
le ritrovo stampate, come sigillo,
nel profondo della tua anima.

Storie familiari d’infanzia,
corone di amici tutti intorno,
richiamano un tenero abbraccio.

La panchina dentro il camino,
avvolta da scintille fumanti,
rinnovano i fuochi di festa.

Pagine fitte di vissute emozioni,
sono scolpite nel cuor palpitante,
sono impresse tra gelosi ricordi.

I canti corali delle lavandaie,
tra i panni distesi sul prato,
da sembrare enormi velieri.

Le preziose botteghe infarinate,
dove il lievito s’impasta la notte
e la fragranza la trovi di giorno.

Lo struscio nella piazza grande,
tra gente stretta per mano,
lì per dire di sé e aprirsi agli altri.

Le fontanelle dove in coda s’attende
l’acqua nelle conche stagnate,
per la massaia attenta al desinare.

Le passeggiate sulle dolci colline,
tra i casolari del duro lavoro,
dove il fiorire imbeve ogni cosa.

Le ceramiche poste nel forno,
dopo il dipinto da mano d’artista,
fissan nella storia la meraviglia.

Il batter gioioso e ritmato dei callarà,
intenti a dar forma alle lucide conche,
ne ricordi il rimbombare dell’eco.

Compagni di scuola a lungo supini
su fitti volumi del grande sapere,
tesi a sfidare il vicino di banco.

Lo sventolio di bandiere e vessilli,
segno d’orgoglio del proprio quartiere,
ti richiaman l’attesa festa del palio.

Dedicata a mia moglie Tatiana
Umberto Astori
28-12-2009

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