Il ieri è un ricordo personale, indicativo del personaggio. Anno 1996, chi scrive aveva assistito a un affollato comizio di Gianfranco Fini in un cinema del centro di Roma. All’uscita, scendendo lo scalone, si è trovato casualmente a fianco del leader politico e gli si è rivolto d’impulso seguendo un’improvvisa intuizione:
“Onorevole, la chiamano ‘il signor No’, ma ha mai pensato che nei quiz di Mike era colui che faceva rispettare il regolamento dinanzi ai tentativi di eluderlo ammiccando al concorrente?”.
L’epiteto veniva dal suo essersi messo di traverso dinanzi al tentativo di Maccanico incaricato dopo la crisi del governo Dini quando Berlusconi, fu scritto, “faceva il pompiere” per un governo senza ministri politici ma con Ciampi e Dini e due vicepresidenti, uno di centro-destra e l’altro di centro-sinistra, un pasticcio.
La risposta di Fini: “No, non lo avevo pensato, ricordo benissimo quella figura. La cosa mi piace, se lo permette me la vendo subito “. Il ritorno a casa, al telegiornale delle 20 Fini è intervistato all’uscita dal cinema proprio su come si sentisse ad essere chiamato il “signor No”. Replica pronta:
“Un amico mi ha fatto notare poco fa che il ‘signor No’ era il garante della correttezza nei quiz di Mike Bongiorno. In questo senso nella definizione mi ci posso ritrovare”.
Chi scrive notò subito, e apprezzò, la precisazione “un amico mi ha detto”: nessuna appropriazione, neppure di un suggerimento modesto, la citazione corretta della “fonte” quando non ce ne sarebbe stato alcun bisogno. Un ieri che si riverbera sull’oggi. Fatto di tante cose veramente edificanti, a parte l’alta veste istituzionale della terza carica dello Stato. La recente mostra “Pittura sacra a Montecitorio” con sette opere scelte della Collezione Pallavicini, la mostra appena inaugurata “L’Aquila, l’arte ferita delle chiese del centro storico - a Montecitorio”, con 21 opere salvate per un gesto di solidarietà, installazioni di prestigio adeguate al livello degli artisti e delle opere, allestimento colto e molto curato, il ricavato devoluto a una Onlus la prima, ai restauri la seconda.
L’assegnazione nella “Sala della lupa” a Montecitorio del premio Sapio per la ricerca italiana che ci sarà il 29 gennaio 2010 ha aperto questo ricordo. Infine “Il futuro della libertà”, il libro rivolto ai giovani dell’’89, la “generazione Futuro” a cui un giorno si passerà il testimone. Ebbene, l’episodio di quattordici anni fa è istruttivo per valutarne l’autenticità e la correttezza dei contenuti. Una sorta di cartina di tornasole, come si diceva, che dà la misura del personaggio, anzi della persona.