Kathy Lette, “Finché divorzio non ci separi”

Lucy è sposata con Jasper. Jasper è un marito fedifrago. Il suo tradimento viene scoperto nel peggiore dei modi: è colto in flagranza. Ma chi è l’altra? Ovviamente la migliore amica di lei. Pianti, strepiti e pensieri omicidi disorientano la quarantaduenne tradita. Da subito la poverina scoprirà di essere attratta dal dio Bacco e, in preda alla disperazione, si renderà conto che i suoi fianchi non entrano più in minigonne taglia 40. Brutta situazione.

Mente annebbiata e corpo in decadimento, come farà a riconquistare suo marito? E poi ci sono le sue due figlie: Ruby e Tally. Disperata l’una e sul piede di guerra l’altra. Inoltre, dettaglio non trascurabile è che il traditore ha sferrato il colpo letale in Australia dove l’allegra famigliola si è trasferita solo da due settimane. Depressa, ubriaca e decisamente sotto tono, Lucy riceve l’amichevole aiuto della sua vicina di casa. Ed ecco che la terra dei canguri si rivelerà luogo di conquiste e di cambiamenti. Ma non è tutto oro quello che luccica e infatti ci saranno numerose sorprese dietro l’angolo.

La commedia non brilla per originalità perché, riciclando il più classico dei triangoli amorosi, offre una trama scontata e comune. L’ovvietà dell’intreccio è però riassorbita dalla gustosa effervescenza dei dialoghi, che garantiscono una lettura frizzante e spassosa. Le parole, incastonate in monologhi esilaranti e discussioni al vetriolo, suscitano immediata curiosità. Inoltre battute pungenti e immagini stravaganti costituiscono il vivido collante della storia e danno vita a siparietti molto divertenti. Il malizioso chiacchierare di donne spiritose si rivelerà un vero toccasana per l’umore e quando i vispi occhi femminili passeranno ai raggi x lo sconosciuto universo maschile, la parola d’ordine sarà ridere.

(Kathy Lette, “Finché divorzio non ci separi”, trad. it. R. Patriarca, pp. 262, Baldini Castoldi Dalai Editore, Euro 18,00)

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